366notizie oggi Scopri i vantaggi
Lifestyle 3 min di lettura2 ore fa

Charlotte Casiraghi, la fragilità come forza: il lato meno noto

Ospite di Fabio Fazio, la figlia di Carolina di Monaco ha raccontato il lavoro con adolescenti affette da disturbi alimentari e il significato del suo libro La crepa.

«Assumersi il rischio di vivere» è l’invito con cui Charlotte Casiraghi ha concluso il suo intervento televisivo. Per la figlia di Carolina di Monaco, infatti, proprio le fragilità possono diventare il punto di partenza per costruire qualcosa di profondo.

Nel suo racconto, la vulnerabilità non coincide soltanto con la sofferenza: può rappresentare anche lo spazio da cui nascono unicità e creatività. È questa una delle idee al centro di La crepa, il saggio presentato durante l’intervista.

Offerta del giorno26 ottobre

Douglas

-20% su tanti prodotti da Douglas

Scade tra 2 giorni
*********


La fragilità non è una condanna

Il volume prende le mosse dalla riflessione sull’identità e sulla distanza tra l’immagine che gli altri hanno di noi e ciò che custodiamo interiormente. Casiraghi ha ammesso di non riuscire a definire fino in fondo chi sia, spiegando che per molto tempo ha cercato di mostrare una parte di sé lontana dalla figura pubblica elegante e mondana che le viene spesso attribuita.

La passione per la filosofia, ha raccontato, è nata dal desiderio di comprendere. Un’esigenza che può diventare ancora più forte dopo aver affrontato una perdita durante l’infanzia. Nel libro, la crepa viene descritta come una piccola incrinatura, non ancora una frattura completa, con la quale si può continuare a convivere ma che, in determinate circostanze, può allargarsi fino a provocare un cedimento.


Dai libri al reparto ospedaliero

Questa attenzione verso le ferite interiori si riflette anche nell’attività che Casiraghi svolge da quattro anni a Nizza. All’ospedale diurno della Fondation Lenval guida un gruppo dedicato alla filosofia e alla letteratura, rivolto a ragazze seguite per disturbi del comportamento alimentare e per altre patologie.

L’idea è arrivata dalla professoressa Florence Askenazy, responsabile del servizio di pedopsichiatria. Nel corso degli incontri, la scrittrice utilizza le biografie e le opere di autrici come Colette e Simone de Beauvoir per aprire un confronto su amore, desiderio, corpo e femminilità: temi particolarmente delicati per adolescenti che vivono un rapporto difficile con la propria immagine.


Un confronto oltre la semplice lettura

Casiraghi ha spiegato di essere entrata inizialmente nel gruppo con una certa apprensione. Alcune partecipanti le apparivano chiuse e incapaci di lasciar emergere le proprie emozioni. Il suo obiettivo, tuttavia, non è presentare i libri come una cura automatica o come una soluzione ai disturbi.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

La letteratura viene piuttosto proposta come uno spazio nel quale fermarsi, riconoscersi e riuscire a sopravvivere nei momenti più complessi. In un’altra occasione, Casiraghi l’ha definita «un luogo di sopravvivenza», chiarendo che il valore dell’esperienza sta soprattutto nella possibilità di far nascere domande e parole condivise.


La serata con Fabio Fazio

L’intervista è andata in onda domenica 25 ottobre sul Nove, nel programma Che tempo che fa, in occasione della pubblicazione italiana di La crepa. Il libro, edito da La nave di Teseo, è la traduzione di La fêlure, uscito in Francia a gennaio.

Casiraghi, laureata in filosofia alla Sorbona e tra le fondatrici delle Rencontres Philosophiques de Monaco, ha partecipato alla trasmissione parlando anche della propria famiglia. Ha detto di sentirsi cresciuta in un ambiente molto normale, pur riconoscendo il valore dell’eredità ricevuta.


Il legame con l’Italia e Grace Kelly

In studio ha parlato in italiano, lingua legata al padre e alla famiglia. Ha ricordato inoltre Grace Kelly, sua nonna, spiegando di aver visto tutti i suoi film ma di non averla mai incontrata.

La presenza televisiva ha così unito il racconto personale, la presentazione del saggio e l’esperienza maturata nel gruppo terapeutico. Un percorso nel quale filosofia e narrativa diventano strumenti per affrontare il rapporto con il corpo e con la femminilità senza ridurre la sofferenza a una semplice definizione.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere