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Lifestyle 2 min di lettura22 ore fa

Chanel, la libertà sfila nel cielo di Parigi: il debutto di Blazy

Al Grand Palais la nuova collezione guarda alla metamorfosi di Gabrielle Chanel tra trasparenze, sartoria maschile e richiami al volo

Il debutto di Matthieu Blazy alla guida creativa di Chanel prende forma sotto un cielo immaginario, dove decine di grandi gabbiani sembrano attraversare la volta del Grand Palais. La collezione Primavera/Estate 2025 rilegge l’identità della maison attraverso le trasformazioni di Gabrielle Chanel, figura capace di reinventarsi più volte nel corso della vita.


Una donna, molte Chanel

Per Blazy, la fondatrice non è un personaggio unico e immobile, ma l’insieme di molte identità successive. La giovane Gabrielle diventa così il punto di partenza di un racconto fatto di cambiamenti, contrasti e stratificazioni, ripercorso attraverso gli abiti e le diverse fasi della sua carriera.

La collezione parte dalle costrizioni della corsetteria e della sartoria edoardiana, mondi che Chanel aveva conosciuto prima di metterli in discussione. Il percorso arriva poi al tailleur, alleggerito fino a sembrare una seconda pelle e portato direttamente sul corpo, con una disinvoltura lontana dalla rigidità delle sue origini.


Sartoria maschile, femminilità libera

Tra i riferimenti agli inizi compare anche il jersey della biancheria intima, mentre il lavoro del dopoguerra sul tailleur viene trasformato in una proposta più fluida. Blazy inserisce inoltre elementi presi dall’abbigliamento maschile: completi formali diventano gilet, si abbinano a pantaloni oppure vengono ricomposti in completi con gonna a tubino.

La contaminazione prosegue negli abiti da sera ispirati agli anni Trenta, ricoperti di paillettes e costruiti in sbieco. Alcuni modelli lavorati a maglia e decorati con perline sono così leggeri da poter essere indossati con la semplicità di una maglietta. Il risultato mette in scena i paradossi della femminilità, tra severità sartoriale e libertà del corpo.

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Trasparenze, ali e nuove proporzioni

L’effetto più teatrale nasce dalla sovrapposizione di sete trasparenti stampate e inserti dalle linee ondulate, capaci di evocare il movimento delle nuvole. I tessuti seguono idealmente il passaggio dal mattino all’ora dorata e al tramonto, mentre rondoni e rondini richiamano il tema della libertà attraverso bottoni, gioielli e ricami.

La ricerca dell’atelier emerge soprattutto nelle lavorazioni tessili e nella maglieria. Un nuovo tweed elasticizzato rende il tailleur più leggero e aderente: la giacca corta, indossata sulla pelle nuda, viene chiusa da una catenella all’altezza del seno; la gonna, scesa oltre il ginocchio, presenta spacchi e parte sotto l’ombelico per accompagnare il movimento dei fianchi.


La borsa torna alle origini

Anche gli accessori riportano la sfilata alla memoria della maison. Dyanira Hurbuscher ha portato in passerella la borsa 2.55 appartenuta a Gabrielle Chanel e conservata negli archivi Patrimoine, prima che lo stesso modello ricomparisse nella parte conclusiva dello spettacolo.

Il richiamo all’archivio chiude un percorso che unisce passato e trasformazione. Come gli abiti, anche la borsa diventa un segno della continuità tra la fondatrice e le molte versioni di Chanel evocate da Blazy.

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