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Lifestyle 4 min di lettura1 ora fa

Griggi, il salto alla conduzione dopo il lutto: «Sento mio padre vicino

A 53 anni la giornalista genovese ha raccolto l’eredità di Federica Sciarelli e racconta il debutto, la pallavolo mancata e una vita privata senza figli

La nuova fase della sua vita è arrivata insieme a due scosse difficili da separare: la perdita improvvisa del padre e la chiamata alla guida di Chi l’ha visto?. Raffaella Griggi, 53 anni, si è ritrovata così al centro di un cambiamento professionale inatteso, proprio mentre affrontava un dolore familiare ancora aperto.


Il lutto accanto alla svolta professionale

La proposta della Rai è arrivata poco dopo la morte del padre. Griggi non considera quella coincidenza un semplice caso e ammette di essersi chiesta se, in qualche modo, dall’alto sia arrivato un aiuto. «A questo punto devo dire di sì», ha raccontato, spiegando che quella successione di eventi le è sembrata troppo particolare per essere ignorata.

Il dolore, però, non è diventato qualcosa da archiviare né un elemento da riversare necessariamente in televisione. Secondo la giornalista, cambia forma con il passare dei giorni, ma continua a riaffiorare. La scomparsa del padre ha modificato il suo modo di guardare alla vita: nulla, ha detto, è tornato davvero come prima, anche se andare avanti resta l’unica possibilità.

A rendere ancora più intenso il periodo è stato il passaggio dal lavoro sul campo alla conduzione in studio. Dopo anni da inviata e una lunga esperienza nella scrittura giornalistica, Griggi ha dovuto misurarsi con autori, redazione, direzione e responsabilità completamente nuove. Non si sente una conduttrice di professione e accetta le osservazioni quando sono utili, anche se i primi riscontri ricevuti sono stati soprattutto positivi.


Un debutto sotto pressione

Il mercoledì della prima puntata la tensione si è fatta sentire anche fisicamente: Griggi ha avuto un colpo della strega e ha dovuto sottoporsi a un’iniezione. Alla fatica dell’età, ha spiegato, si sono aggiunti lo stress e il peso delle aspettative legate a un programma storico, oltre alla responsabilità nei confronti di chi ha creduto in lei.

La sera dell’esordio, tuttavia, non si è percepita particolarmente emozionata. Federica Sciarelli, che per anni ha guidato la trasmissione, le aveva raccomandato di rimanere se stessa. Dopo il debutto le ha mandato un cuore: per Griggi quel gesto è stato più che sufficiente.

Il rapporto con la redazione non era nato senza difficoltà. Quando è arrivata nel gruppo, nel 2017, il compagno stava attraversando una fase delicata sul piano della salute e Sciarelli le aveva consentito di assentarsi per occuparsi della situazione privata. All’inizio, inoltre, si è trovata dentro una squadra già molto affiatata; qualche incomprensione e una certa diffidenza si sono sciolte nel tempo grazie al lavoro svolto nei servizi e alla quotidianità condivisa.

La possibilità di diventare conduttrice l’ha sorpresa anche perché vive a Genova e non frequentava gli ambienti romani nei quali si discuteva della successione. Non si è quindi mossa per ottenere quel ruolo e ha interpretato l’offerta come il riconoscimento di un percorso costruito lontano dai giochi interni alla televisione.

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Dalla pallavolo alla televisione

Da bambina era riservata, ma descrive il proprio carattere come rimasto sostanzialmente invariato: spontaneo, diretto e fiducioso verso gli altri. Il giornalismo non è nato da un sogno televisivo preciso. La prima strada è stata quella della carta stampata; le emittenti locali le hanno poi permesso di lavorare con maggiore continuità e di accumulare esperienza.

Prima di dedicarsi al giornalismo, Griggi aveva immaginato un futuro nello sport. Ha giocato a pallavolo dai 12 ai 25 anni, arrivando fino alla Serie B e partecipando a diverse selezioni. Avrebbe voluto raggiungere i Giochi olimpici, ma la carriera è stata frenata dalla sfortuna. Era una saltatrice efficace e anche capitana della squadra; oggi pratica soprattutto camminata e sci per mantenersi attiva.

Il passare del tempo la intimorisce soprattutto pensando alle persone care. I 50 anni, invece, sono arrivati senza una crisi particolare, accompagnati soltanto da una certa nostalgia per gli anni trascorsi. Su questo tema cita Woody Allen: meglio invecchiare che affrontare l’alternativa.


Una famiglia senza modelli obbligati

Griggi non ha mai avvertito una pressione forte verso il matrimonio o la maternità. Non è sposata e non ha figli, una condizione che in parte le dispiace, ma non ha mai considerato indispensabile aderire a un modello familiare prestabilito. Per lei contano la serenità e l’amore, indipendentemente dalla forma che una famiglia decide di assumere.

La relazione con il compagno oggi è descritta come una presenza stabile, fatta di sostegno reciproco e condivisione. Non c’è più l’intensità tormentata degli inizi, bensì una serenità costruita anche attraverso i momenti difficili. Il matrimonio, comunque, non è escluso: i suoi genitori sono rimasti insieme per 55 anni e lei lo considera una celebrazione capace di coinvolgere la coppia e gli amici.

La mancata maternità è stata legata anche a circostanze concrete. In un periodo molto delicato la priorità era la salute del compagno, che doveva essere salvaguardata. Griggi pensa inoltre di aver incontrato la persona giusta quando era ormai più avanti con gli anni, ma dice di continuare ad amare i bambini senza provare risentimento o invidia.

Le paure di oggi sono soprattutto quotidiane: la preoccupa l’idea che la madre possa rimanere sola e lontana. A sostenerla è la rete di persone che le vuole bene, dalla quale riceve l’incoraggiamento necessario per affrontare una stagione nella quale dolore, responsabilità e nuove opportunità procedono insieme.

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