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Lifestyle 2 min di lettura1 ora fa

Chanel, la borsa di Gabrielle torna in passerella: il messaggio di Blazy

La collezione Primavera/Estate 2027 rilegge l’eredità della fondatrice tra trasparenze, tailleur destrutturati e richiami al volo degli uccelli.

La borsa 2.55 appartenuta a Gabrielle Chanel è tornata sotto i riflettori durante la sfilata, affidata alla modella Dyanira Hurbuscher e poi riproposta nel finale. Il pezzo, conservato negli archivi Patrimoine, ha rappresentato il filo diretto tra la fondatrice e la nuova visione della maison.


La borsa come legame con Gabrielle

Il modello storico compare all’inizio nelle mani di Hurbuscher e ricompare più avanti indossato dalla stessa mannequin. La scelta lega idealmente l’archivio alla collezione firmata da Matthieu Blazy, costruita proprio attorno alle molte identità di Chanel.

L’omaggio non si limita agli accessori. La passerella rilegge infatti diverse fasi della vita creativa di Gabrielle, trasformando riferimenti del passato in capi più fluidi, scoperti e contemporanei.


Tailleur e libertà di movimento

Tra i risultati più evidenti dell’atelier c’è il nuovo tweed smocked, reso più elastico e leggero rispetto alla tradizione. Il tailleur viene così ripensato con una giacca corta portata sulla pelle, chiusa soltanto da una catenella all’altezza del seno, mentre la gonna scende oltre il ginocchio e presenta aperture che lasciano intravedere le gambe.

La silhouette parte appena sotto l’ombelico e accompagna il movimento dei fianchi. Anche la sartoria maschile viene smontata e ricomposta: completi da uomo, pensati per il giorno o per la sera, diventano gilet, pantaloni coordinati oppure tailleur con gonna a tubino.


Nuvole, rondini e trasparenze

Le forme più spettacolari ricordano il moto irregolare delle nuvole. Strati di seta trasparente stampata e profili ondulati costruiscono effetti visivi associati al mattino, alla luce dorata e al tramonto, come se il tempo scorresse direttamente sui vestiti.

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Rondoni e rondini richiamano invece l’idea della libertà: il loro segno appare in bottoni, gioielli e ricami. Gli abiti da sera ispirati agli anni Trenta, decorati con paillettes e tagliati in sbieco, convivono con lavorazioni a maglia e perline tanto leggere da ricordare una semplice maglietta.


Il percorso della nuova Chanel

La sfilata si è svolta al Grand Palais, trasformato per l’occasione in un cielo scuro attraversato da grandi gabbiani sospesi in volo. Qui Blazy ha presentato la collezione Primavera/Estate 2027, proseguendo il lavoro avviato dopo la nomina a direttore creativo di Chanel nel 2025, quando ha preso il posto di Virginie Viard.

Il designer ha immaginato Gabrielle come una figura in continua trasformazione. «Nel corso della loro vita, le donne diventano molteplici identità, diverse facce della stessa medaglia», ha spiegato Blazy, descrivendo una persona capace di contenere molte versioni di sé.

La narrazione parte dalla giovane Gabrielle e arriva alla donna che avrebbe cambiato la moda. All’inizio compaiono richiami alla biancheria in jersey; più avanti, il tailleur del dopoguerra viene alleggerito fino a sembrare una seconda pelle, accostato direttamente al corpo e quasi impalpabile come una fragranza.

Il risultato mette in scena il contrasto tra costrizione e autonomia: dalla corsetteria e dalla rigida sartoria edoardiana, contro cui Chanel si era ribellata, alle sue reinterpretazioni del completo, indossato con maggiore naturalezza. In ogni uscita, la femminilità emerge così attraverso opposizioni, contaminazioni e cambi di identità.

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