Bambine, il complimento che può cambiare l’autostima
Un’iniziativa invita adulti, genitori ed educatori a valorizzare nelle più piccole capacità, idee e carattere oltre all’aspetto fisico.
In Italia il rapporto tra ragazze, donne e immagine resta fragile: il 75% dichiara un livello di autostima medio-basso, mentre il 60,7% delle adolescenti non si sente soddisfatta del proprio aspetto. Anche per questo il modo in cui gli adulti parlano alle bambine può diventare uno strumento quotidiano per ampliare l’idea che hanno del proprio valore.
L’aspetto non deve essere la misura
Dire a una bambina che è bella o carina non è di per sé un errore. Il rischio nasce quando questi giudizi diventano quasi l’unico riconoscimento che riceve, lasciando in secondo piano il suo impegno, la fantasia, la curiosità o il modo in cui affronta le difficoltà.
Le aspettative legate al genere compaiono molto presto e passano anche attraverso frasi apparentemente innocue. Se l’attenzione degli adulti si concentra soprattutto sull’immagine, la bambina può imparare a considerare l’aspetto come il principale criterio con cui viene apprezzata. Come ha spiegato Rosy Russo, fondatrice e presidente di Parole O_Stili, “Le parole sono ponti o muri”.
Un nuovo vocabolario per crescere
In occasione della Giornata Internazionale delle Bambine dell’11 ottobre, l’iniziativa ChangeTheCompliment propone di rivedere le consuetudini linguistiche rivolte alle più piccole. L’invito coinvolge famiglie, insegnanti, allenatori, nonni ed educatori: l’obiettivo è riconoscere non soltanto l’aspetto, ma anche coraggio, intelligenza, creatività, precisione, generosità e determinazione.
Il metodo suggerito parte dall’osservazione di ciò che la bambina sta facendo. Poi occorre individuare la capacità che sta dimostrando e trasformarla in un apprezzamento concreto, collegato a un comportamento reale. In questo modo un “brava” generico può diventare un riconoscimento più preciso del suo impegno, delle sue scelte o delle sue idee.
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I numeri raccontano il problema
I dati disponibili descrivono una situazione significativa. L’87% delle donne italiane e il 62% delle ragazze presenta una considerazione medio-bassa del proprio corpo; inoltre, tra le adolescenti, l’insoddisfazione per l’aspetto supera quella rilevata nella popolazione giovanile complessiva, ferma al 50,5%.
Un altro indicatore riguarda il rapporto tra bellezza e intelligenza. Nel 2024 l’11% delle donne italiane ha affermato che accetterebbe di avere un po’ meno intelligenza in cambio di una maggiore bellezza, contro il 4% del 2004. Sul piano internazionale, l’Italia risulta penultima tra 17 Paesi per autostima medio-bassa femminile.
Dalla guida agli esercizi quotidiani
Il progetto nasce dall’esperienza del Dove Progetto Autostima, che in Italia ha raggiunto oltre 90.000 classi e più di 2 milioni di studenti, insieme al lavoro di Parole O_Stili sulla comunicazione responsabile. La guida mette a disposizione cinque indicazioni operative, un esercizio per modificare gradualmente le proprie abitudini e un repertorio di parole alternative ai complimenti concentrati solo sull’immagine.
L’obiettivo non è eliminare gli apprezzamenti legati all’aspetto, ma affiancarli con osservazioni capaci di restituire un’immagine più completa. Una bambina può così sentirsi vista anche per ciò che fa, per il modo in cui pensa, per le decisioni che prende e per la tenacia con cui prova a raggiungere un risultato.
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