Chanel, il volo di Gabrielle tra moda, musica e sogno
Matthieu Blazy trasforma la vita della fondatrice in un racconto per immagini, tessuti e suoni dentro il Grand Palais
«Non è una collezione d’archivio; è una collezione che racconta le molteplici vite di Gabrielle Chanel. Come un uccello, ha spiccato il volo, e ogni suo passo l’ha condotta verso la libertà». Matthieu Blazy ha sintetizzato così il progetto presentato per la primavera-estate 2027, chiarendo l’intenzione di evocare la fondatrice senza limitarsi a riprodurne il guardaroba storico.
La sfilata ha attraversato epoche e linguaggi diversi. Sotto la volta del Grand Palais si sono alternate citazioni letterarie tratte da *Orlando* e *Gita al faro* di Virginia Woolf, interpretate da Nicole Kidman, insieme alle composizioni di Saint-Saëns e Čajkovskij, a *Gimme More (It’s Britney Bitch)* di Britney Spears e a *Take on Me* degli A-ha.
Una collezione tra palco e strada
Blazy ha giocato con i codici della Maison attraverso materiali, costruzioni e accostamenti cromatici. Il tweed, rivisto in una nuova versione lavorata a effetto smocké e derivato dall’abbigliamento dell’aristocrazia britannica, convive con ricami, fodere elaborate, accessori e calzature ricche di particolari.
Tra le uscite compaiono anche due silhouette che ricordano il tutù: una sembra proiettarsi in avanti, l’altra arretra con il busto. Il riferimento è all’Opéra di Parigi, mentre alcune tinte accese richiamano forse i Balletti Russi e le avanguardie artistiche vicine a Gabrielle Chanel, oltre agli interessi personali dello stesso Blazy, noto collezionista di design.
Il jersey accompagna la parte legata a Deauville, agli inizi della stilista e a un’idea di femminilità capace di incorporare elementi maschili. Il tailleur assume invece forme differenti: può diventare corto e dinamico, con una gonna aperta sul davanti, oppure più severo e maturo nella variante nera. Non mancano il tubino nero, un abito rosso e uno giallo, inseriti in una gamma di colori volutamente energica.
Gli uccelli seguono Gabrielle
La presenza degli uccelli attraversa l’intero progetto senza trasformarsi in un’immagine dichiarata. Il motivo appare sulle chiusure delle giacche, diventa bottone o ricamo e riaffiora nella gioielleria, con richiami alla collana scelta per l’invito alla sfilata. Un’allusione simile compare anche sul collo della modella Mona Tougaard.
Il simbolo accompagna idealmente le diverse stagioni della vita di Gabrielle. Le oche selvatiche rimandano alla Corrèze dell’infanzia, i gabbiani a Deauville, gli uccelli marini al Lido di Venezia e una rondine a un parco parigino dove ha trovato rifugio. La modella Dyanira Hurbuscher ha chiuso il percorso con la borsa 2.55 appartenuta personalmente a Gabrielle Chanel, proveniente dalle collezioni d’epoca della Maison.
Il Grand Palais diventa un cielo
L’ambientazione ha trasformato la presentazione in una narrazione sospesa tra biografia e fantasia. Decine di volatili luminosi, apparentemente accesi dall’interno, sono stati collocati sotto la grande copertura del Grand Palais, mentre una luna monumentale e il pavimento hanno ripreso l’immaginario planetario della prima collezione di Blazy per Chanel, mostrata nell’ottobre 2025.
La scenografia suggerisce una Maison costruita per spingere lo sguardo verso l’alto e per affidare agli abiti il compito di raccontare. In prima fila, tra gli altri, erano presenti Nicole Kidman, Marion Cotillard, Dua Lipa, Angèle e Pedro Pascal: a ciascuno degli uccelli sospesi era possibile attribuire un significato diverso, secondo una libertà di interpretazione coerente con il metodo scelto da Chanel.
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