Champagne, le cantine da scoprire tra Reims ed Épernay
Dalle gallerie sotterranee di Reims alle vigne di Verzy, un itinerario tra storia, grandi cuvée e paesaggi autunnali nel cuore della Champagne
A Reims, la maison Krug non accoglie normalmente visitatori, ma una circostanza favorevole può riservare una sorpresa: suonando il campanello, qualcuno potrebbe aprire la porta e concedere un accesso eccezionale. È un dettaglio curioso per chi desidera avvicinarsi a una delle realtà più prestigiose della Champagne.
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Krug e l’arte dell’assemblaggio
Dal 1843 Krug crea le proprie cuvée nel cuore di Reims, seguendo l’ambizione del fondatore Joseph Krug: ottenere ogni anno il miglior Champagne possibile, senza lasciarsi condizionare dalle differenze climatiche tra una vendemmia e l’altra. Dopo la raccolta, il comitato di degustazione esamina circa 400 vini; spetta poi alla Chef de Caves Julie Cavil definire l’equilibrio degli assemblaggi.
La 174esima Edizione di Krug Grande Cuvée nasce dalla vendemmia 2018: 54% Pinot Noir, 29% Chardonnay e 17% Meunier, con il contributo del 36% di vini di riserva. Il più vecchio risale al 2001 e il vino resta in cantina per almeno 7 anni, sviluppando aromi di frutta secca, mandarino, agrumi, cioccolato e confetteria alla frutta. Per arrivare a una nuova edizione servono oltre 20 anni di lavoro complessivo. La maison produce anche i rari Clos du Mesnil e Clos d’Ambonnay.
Il brindisi che unisce tutti
C’è chi considera lo Champagne il vino simbolo delle celebrazioni, ma il suo ruolo non si limita alle occasioni felici. La frase attribuita a Napoleone Bonaparte, e in forma simile anche a Winston Churchill, riassume questa doppia vocazione: «Non posso vivere senza champagne. In caso di vittoria, lo merito; in caso di sconfitta, ne ho bisogno».
Fabrizio Caramagna ne ha sottolineato invece la capacità di creare condivisione e leggerezza: «Lo champagne unisce le persone, rallegra gli animi e fa sognare…». Il 23 ottobre, con lo Champagne Day, appassionati e professionisti di tutto il mondo celebrano proprio questa versatilità, anche in abbinamento al cibo. In Italia gli appuntamenti possono svolgersi in ristoranti, enoteche e altri locali, oltre che nelle case private.
Reims tra storia e grandi maison
La città offre un punto di partenza ideale per esplorare la regione. Reims è il principale centro urbano della Champagne e custodisce la Cattedrale di Notre-Dame, legata alle incoronazioni dei re di Francia dal 987 d.C. Nei dintorni, le vigne autunnali e le antiche cantine raccontano la storia di famiglie, innovazioni e territori differenti.
Al civico 4 di Rue de Crayères si trova Maison Ruinart, pensata per offrire un’esperienza immersiva nel mondo dello Champagne. La visita può diventare così un’occasione per conoscere da vicino una delle maison storiche della città, accanto ai numerosi itinerari che conducono tra vigne e gallerie sotterranee.
A Reims, Veuve Clicquot propone percorsi dedicati alla figura di Barbe Nicole Ponsardin, conosciuta come la Grande Dame de la Champagne. Rimasta vedova a 27 anni, fu la prima donna a dirigere una maison di Champagne in un periodo in cui alle donne era precluso il mondo degli affari. Alla sua ricerca si devono il primo Champagne millesimato noto, la tavola di remuage e il primo rosé ottenuto tramite assemblaggio, innovazioni poi adottate da molti produttori.
Le gallerie di Veuve Clicquot
Il percorso della maison attraversa le Crayères, antiche cave sotterranee di gesso bianco trasformate in gallerie per l’affinamento delle bottiglie sui lieviti. Il sito, di origine gallo-romana, è riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità.
L’esperienza può proseguire all’aperto, tra i vigneti e nella tenuta del Manoir de Verzy, dove è possibile organizzare un picnic. Il Café Clicquot offre invece una tappa gastronomica, mentre la degustazione delle annate più importanti conduce alla cuvée La Grande Dame.
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Tra gli assaggi più recenti figura La Grande Dame Rosé 2018, composta per il 90% da Pinot Noir e per il 10% da Chardonnay, con l’aggiunta di vino rosso proveniente dal Clos Colin di Bouzy. Il vino esprime profumi di frutta rossa e spezie, con una chiusura lunga e morbida; la cuvée rende omaggio alla predilezione di Madame Clicquot per il Pinot Noir.
Taittinger, cantine e memoria
Un’altra tappa significativa è Maison Taittinger, la cui vicenda familiare cominciò nei primi anni del Novecento, quando Pierre Taittinger conobbe la Champagne durante il servizio militare nella Prima Guerra Mondiale. Dal 2020 l’azienda è guidata da Vitalie Taittinger, Presidente, e dal fratello Clovis, Direttore generale.
La sede in stile art-déco sorge sulla Butte Saint-Nicaise, un’area con più di diciotto secoli di storia. A 18 metri sotto terra si sviluppa un sistema di gallerie, cripte e volte gotiche ricavate nelle antiche cave di gesso, utilizzate in passato anche come rifugio dai primi cristiani. Una targa ricorda il passaggio di Pietro il Grande nel 1717, durante il viaggio per incontrare il reggente Filippo d’Orléans.
Nei sotterranei riposa Comtes de Champagne, la cuvée più prestigiosa della maison. L’annata 2015, realizzata con Chardonnay proveniente dai cinque villaggi grand Cru della Côte des Blancs, viene descritta come elegante, energica e profumata.
La cuvée richiama inoltre la storia dei Conti di Champagne e, in particolare, Thibaut IV, poeta, compositore e cavaliere al quale la leggenda attribuisce l’introduzione dello Chardonnay e della rosa di Damasco al rientro dalle Crociate.
Tour tra vigne e degustazioni
Taittinger propone itinerari con formule diverse. Instant Rosé abbina la visita alla degustazione di Brut Réserve e Prestige Rosé; Instant Gourmet concentra l’attenzione sul rapporto tra Champagne e cucina, con Prestige Rosé e Brut Millésimé accompagnati da assaggi; Instant Comtes approfondisce invece il legame della maison con arte e cultura, includendo la Collezione Taittinger e cuvée come Brut Réserve, Prélude Grands Crus e Comtes de Champagne Blanc de Blancs.
Chi vuole uscire dalle cantine può scegliere i percorsi tra i vigneti di Rilly-La-Montagne e Hautvillers. Merita una visita anche il castello De La Marquetterie, acquistato dalla maison nel 1930 e costruito nel 1734 secondo lo stile Luigi XV. In autunno, la collina coperta di vigne assume tonalità gialle e rosse: proprio l’effetto a scacchiera avrebbe ispirato il nome marquetterie, cioè intarsio.
Un viaggio nella Champagne permette quindi di alternare architetture, paesaggi, storia e degustazioni. Reims rappresenta il fulcro dell’itinerario, mentre le diverse maison mostrano come vitigni, cantine e interpretazioni possano dare vita a espressioni molto diverse dello stesso vino.
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