439notizie oggi Scopri i vantaggi
Lifestyle 4 min di lettura33 min fa

Favino si racconta a tavola: «Sono un tortellino da scoprire»

Dal ricordo dello zabaione preparato dal padre alle orecchiette pugliesi, l’attore riflette sul valore affettivo della cucina durante l’incontro con il Tortellante.

Pierfrancesco Favino si riconosce in un tortellino in brodo: caldo, rassicurante e capace di custodire un contenuto da scoprire. L’attore considera quel piatto una metafora del proprio modo di stare accanto agli altri, con una componente protettiva ma anche con un segreto nascosto, destinato a lasciare un buon ricordo.

Tra i ricordi più intensi legati al cibo c’è invece un episodio curioso vissuto da giovane. Invitato a una cena a base di sushi con Margherita Buy, Isabella Ferrari e altri protagonisti di un film internazionale, Favino assaggiò per la prima volta il wasabi convinto di avere davanti qualcosa di semplice da prendere con le bacchette. La quantità fu tale da paragonare l’effetto a quello di un litro e mezzo di benzina.

Offerta del giorno22 ottobre

Rowenta

-20% sulle aspirapolveri da Rowenta

Scade tra 70 giorni
********


Il cibo come gesto d’affetto

Per Favino cucinare non è sempre stata un’abitudine. Dopo un periodo in cui, da single, prestava poca attenzione ai pasti, ha riscoperto gradualmente il piacere di preparare da mangiare anche soltanto per sé. Apparecchiare la tavola è diventato un piccolo rito personale, una forma di cura quotidiana.

Oggi, però, la dimensione più gratificante è quella della condivisione. A Natale si occupa di solito del menu della Vigilia, a base di pesce, preparando antipasto, primo e secondo; il pranzo del 25 resta invece soprattutto affidato alla suocera e alla madre.

Per l’attore il cibo riesce spesso a superare le difficoltà di comunicazione e a riunire le persone attorno a un piacere comune. La tavola, nella sua esperienza, rappresenta un luogo di incontro e di rinnovamento, particolarmente significativo nella cultura italiana.


Dalle orecchiette alla tavola di casa

La tradizione familiare di Favino è pugliese e il piatto imparato dalle nonne sono le orecchiette fatte a mano. Le prepara ancora con coltello e pollice, seguendo il gesto antico tramandato in casa, anche se ogni tanto modifica i condimenti: nella sua famiglia si usavano soprattutto cime di rapa o pomodoro.

Il ricordo più nitido risale alle mattine della domenica. Sul tavolo infarinato, le mani rugose della nonna modellavano rapidamente la pasta; poi le orecchiette venivano disposte ad asciugare prima della cottura. Lo stesso movimento è passato dalla nonna alla madre e infine a lui, trasformando una semplice attività domestica in un appuntamento dall’atmosfera festosa.

Nella casa d’origine la domenica seguiva un rituale preciso: la messa, l’acquisto dei dolci e il pranzo tutti insieme. Erano in sei e la tavola diventava il centro delle conversazioni e del confronto. Favino racconta di provare ancora una certa malinconia quando, pur essendo tutti presenti, non riescono a mangiare nello stesso momento; Anna, la sua compagna, non era invece abituata a quella consuetudine familiare.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Tra trattoria e alta cucina

Il rapporto con il cibo comprende tanto i tortellini mangiati in trattoria, più vicini alla sua storia personale, quanto le esperienze nei ristoranti stellati. Cenare da Massimo Bottura, secondo Favino, permette di comprendere improvvisamente la forza espressiva della cucina e di trasformare il pasto in un’esperienza sensoriale.

La cucina d’autore rimane per lui un’eccezione, mentre la preparazione domestica conserva un valore quotidiano. Tra i piatti che sa realizzare cita la pluma iberica con senape e miele cotta al barbecue, oltre all’amatriciana. Si concede anche variazioni più personali, come una carbonara con pesce spada, timo limonato e pecorino, scelta capace di alimentare discussioni nella capitale.

Il cibo occupa stabilmente un posto ai vertici della sua personale classifica delle cose importanti. Salute, amore, amicizia e lavoro restano riferimenti essenziali, ma amici e cibo possono condividere lo stesso gradino. Anche il tempo dedicato alla preparazione e al consumo conta molto: Favino non ama cucinare di fretta né vivere il pranzo come una pausa da sbrigare rapidamente.


L’incontro con il Tortellante

Questa idea della cucina come spazio di relazione è al centro dell’esperienza vissuta al Tortellante di Modena, laboratorio terapeutico e formativo nato per iniziativa di Massimo Bottura. La struttura offre a persone con autismo occasioni di crescita, maggiore autonomia e possibilità di integrazione sociale attraverso la produzione artigianale della pasta fresca.

Favino ha incontrato i ragazzi, le nonne e gli operatori del laboratorio nell’ambito di “Cambiamo Prospettiva”, primo filmato della nuova piattaforma narrativa di SpecialMente, il programma di responsabilità sociale di BMW Italia attivo da oltre tredici anni. Il progetto sostiene iniziative nei settori dell’inclusione, dell’educazione, della cultura, dello sport e della leadership responsabile.

Nel filmato, realizzato con la partecipazione dell’attore, la preparazione del tortellino diventa il filo conduttore di una riflessione sull’inclusione. Favino, che ricopre il ruolo di voce del marchio BMW Italia, ha spiegato che il valore più grande dell’esperienza è stato soprattutto umano: il contatto con le persone del Tortellante gli ha restituito fiducia e speranza, aiutandolo a ridimensionare molte preoccupazioni della vita quotidiana.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere