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Carte nascoste, oltre 110 luoghi: la storia italiana si mostra

Il 3 ottobre castelli, palazzi e dimore private aprono archivi e biblioteche con testimonianze che spaziano dall’opera alla pasta, dalla liquirizia alle battaglie per i diritti delle donne.

Non sono soltanto i grandi protagonisti della cultura o dell’industria a lasciare tracce negli archivi privati. Insieme a lettere illustri e documenti d’impresa sopravvivono ricette, strumenti, registri e fotografie capaci di raccontare la vita quotidiana e le trasformazioni dei territori.


Una rete di memorie da riscoprire

L’edizione 2026 di “Carte in Dimora. Archivi e Biblioteche: storie tra passato e futuro” riunisce più di 110 raccolte storiche private distribuite in Italia. L’iniziativa consente di entrare in ambienti normalmente esclusi dalle visite e di conoscere materiali conservati all’interno di castelli, palazzi e antiche abitazioni.

Gli accessi non seguono una regola unica: ogni sede stabilisce modalità e condizioni, mentre per alcune tappe occorre prenotare. Il calendario si collega inoltre alla “Domenica di carta”, prevista per il 4 ottobre e dedicata alle aperture di biblioteche pubbliche e Archivi di Stato promosse dal Ministero della Cultura.


Dalla lirica alle carte autografe

A Caserta, Palazzo Paternò propone “Sette note dal baule – Collezione Delle Rose”, una parte della raccolta privata di Mariano delle Rose, storico dell’arte, collaboratore della Treccani e studioso dell’opera lirica. Il percorso permette di seguire oltre duecento anni di storia musicale attraverso materiali di diversa natura.

La raccolta comprende autografi, corrispondenza di compositori e interpreti, manifesti teatrali, disegni destinati agli abiti e agli ornamenti di scena. Tra le oltre mille fotografie firmate compaiono anche quelle di Enrico Caruso e Maria Callas: non registrazioni sonore, ma testimonianze personali legate agli artisti e ai palcoscenici.


Ricette, erbe e abitudini a tavola

Nel Castello di Pralormo, in provincia di Torino, la biblioteca custodita dalla famiglia proprietaria dal 1680 restituisce un diverso ritratto del passato. Il patrimonio comprende più di duecento ricettari corredati da immagini, appartenenti a epoche differenti.

Le preparazioni descrivono ingredienti e tecniche, ma offrono anche indizi sui mutamenti del gusto e dell’alimentazione. Alla raccolta libraria si affiancano gli erbari familiari, tra cui due antichi esemplari provenienti dalla Terra Santa, oltre a una serie di sigilli.


Quando la pasta diventa industria

A Gragnano il legame tra cibo e memoria passa attraverso il Museo della Pasta Cuomo, allestito nei locali dell’antica Fabbrica di Paste Alimentari Cuomo. Le strutture dell’edificio conservano pavimentazioni in basalto, muri in tufo, coperture metalliche sostenute da volte di mattoni e gli imbuti usati per far scendere le semole.

Il percorso espone anche trafile di bronzo, torchi, bilance e contenitori destinati al trasporto. Tra i macchinari spicca un molino a cilindri con pastificio a vapore sviluppato in altezza; l’insieme ricostruisce i passaggi che portavano il grano duro dalla lavorazione al prodotto finito.


La liquirizia tra famiglia e commercio

A Rossano Calabro, nel Cosentino, Palazzo Amarelli conserva la vicenda di un’attività ancora operativa. Nel Museo della Liquirizia “Giorgio Amarelli” documenti, libri contabili, immagini incise e apparecchiature ripercorrono la storia della famiglia, il cui primo stabilimento risale al 1731.

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La sezione dedicata alla vendita comprende carrozze, biciclette, lanterne e divise dei cocchieri, riconoscibili dai bottoni con gli stemmi familiari. La visita prosegue nel “Concio”, l’impianto antico dove le radici passano attraverso sistemi di estrazione e caldaie di rame prima di diventare pasta scura, lavorata con trafile bronzee.


Le battaglie di Elisa Salerno

A Vicenza i documenti mettono al centro il percorso di Elisa Salerno, vissuta tra il 1873 e il 1957 e impegnata come autrice, attivista cattolica e sostenitrice dei diritti femminili. Il suo fondo riunisce lettere, manoscritti, periodici, volumi e appunti che seguono il dibattito sul ruolo delle donne tra la fine dell’Ottocento e il secolo successivo.

Nel 1909 Salerno diede vita a “La Donna e il lavoro”, pubblicazione rivolta soprattutto alle lavoratrici e alle difficoltà affrontate nel mondo professionale. Le carte sono conservate nella sede dell’Associazione Presenza Donna e restituiscono sia l’attività pubblica sia il lavoro intellettuale della scrittrice.


Olivetti, un’impresa diventata archivio

A Ivrea il patrimonio documentario racconta l’evoluzione di Olivetti, azienda centrale nella storia industriale italiana. L’Associazione Archivio Storico Olivetti occupa una villa in stile Liberty edificata alla fine dell’Ottocento per il marchese Carlo Coardi di Carpeneto.

L’edificio passò alla Olivetti nel 1951, quando fu scelto come sede della Direzione Centrale. Oggi ospita la mostra permanente Olivetti #StoriaDiInnovazione, che presenta la crescita dell’impresa attraverso i materiali raccolti e conservati nel tempo.


A Bologna un palazzo da sfogliare

Il Palazzo degli Strazzaroli, affacciato su Piazza di Porta Ravegnana, fu avviato nel 1485 e rimase per circa tre secoli legato ai Drappieri, commercianti di tessuti. Nel Novecento ospitò il Bar Nazionale, frequentato anche da Dino Campana e dal giovane Giorgio Morandi; dal 1963 vi ha sede una storica libreria Feltrinelli.

Per l’occasione saranno visitabili il piano nobile e l’Archivio Privato G. Monetti. Vi sono raccolti documenti della famiglia, testimonianze sul palazzo, fotografie d’epoca e planimetrie ottocentesche, materiali che permettono di seguire i diversi usi dell’edificio.


Il 3 ottobre porte aperte

L’appuntamento nazionale è fissato per sabato 3 ottobre. In quella giornata le dimore aderenti all’Associazione Dimore Storiche Italiane renderanno accessibili raccolte che, per il resto dell’anno, restano normalmente riservate.

Tra fotografie autografate, ricettari, macchinari, erbari, registri e corrispondenza, le visite mostrano come la storia possa emergere anche da oggetti lontani dai manuali. Le informazioni pratiche, compresa l’eventuale prenotazione, devono essere verificate per ciascuna sede.

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