Carrie, la vendetta corre sui social: cosa cambia nella nuova serie
Mike Flanagan aggiorna il romanzo del 1974 con una lettura dell’adolescenza femminile tra isolamento, cyberbullismo e bisogno di appartenenza.
La nuova Carrie suggerisce che per chi viene percepito come diverso l’appartenenza possa arrivare soltanto ai margini della società. La serie introduce infatti il tema della sorellanza e accosta le ragazze escluse alle “streghe” delle antiche congreghe, unite dalla stessa difficoltà a trovare un posto nel mondo.
Il soprannaturale amplifica questa condizione: i poteri telecinetici della protagonista reagiscono alla pressione e diventano incontrollabili quando la rabbia prende il sopravvento. La tensione emotiva tipica dell’adolescenza viene così trasformata in una forza capace di produrre conseguenze devastanti.
La gentilezza si spezza sotto pressione
Il passaggio decisivo arriva nel finale, quando Carrie cede alla crudeltà dopo una lunga sequenza di umiliazioni. «Alla fine il mio personaggio cede alla crudeltà, ed è triste, perché all’inizio è così gentile», ha osservato Summer H. Howell parlando della sua interpretazione.
La scena conclusiva, già centrale nelle precedenti versioni della storia, assume qui un significato legato al controllo. L’esplosione di violenza non è soltanto la risposta a un nuovo abuso, ma il punto in cui una ragazza incapace di governare il proprio dolore perde anche il dominio dei suoi poteri.
Un mondo ostile dentro lo schermo
A cinquant’anni dalla pubblicazione del romanzo di Stephen King, il racconto si sposta nell’epoca degli smartphone e delle piattaforme sociali. La persecuzione non resta confinata ai corridoi del liceo: il momento in cui Carrie ha il primo ciclo mestruale viene filmato e pubblicato su Instagram, trasformando la derisione in uno spettacolo accessibile a tutti.
Il bullismo diventa quindi anche uno strumento di influenza e di esposizione pubblica. Howell ha sottolineato che il fenomeno non è scomparso con il passare del tempo: «Sono passati cinquant’anni dal romanzo di Stephen King, ma non è scomparso. Semmai, con i social media, è solo peggiorato».
La madre cambia alleanza
Questa versione modifica profondamente il rapporto tra Carrie e Margaret. La ragazza, sedicenne e cresciuta lontano dalla società, non ha avuto una normale esperienza scolastica: la madre, molto devota e diffidente verso il mondo esterno, l’ha educata in casa mantenendola isolata.
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Quando le autorità impongono l’iscrizione della figlia a scuola, Margaret non resta però una presenza soltanto repressiva. Samantha Sloyan interpreta una donna pronta a scontrarsi con dirigenti e insegnanti per difendere la salute fisica e psicologica di Carrie, fino a utilizzare proprio la tecnologia che aveva sempre rifiutato. La madre arriva così a servirsi dei social per denunciare chi ha colpito la figlia.
L’adolescenza come prova di conformità
Nel liceo, Carrie viene individuata come bersaglio per il modo in cui si veste, per la sua inesperienza e per l’assenza di competenze sociali considerate indispensabili. Non avere un telefono personale e ignorare regole, linguaggi e gusti del gruppo dominante la rendono immediatamente estranea.
La serie usa la sua vicenda per riflettere sulle pressioni che colpiscono le ragazze: per essere accettate, devono adeguarsi all’abbigliamento, al modo di parlare, ai comportamenti e persino alle opinioni delle compagne più popolari. Accanto alla protagonista compaiono figure diverse della stessa dinamica: la ragazza aggressiva che riversa sugli altri i propri problemi familiari, l’amica indecisa e un’insegnante che cerca di riscattare un passato da persecutrice.
La storia torna alle origini
In otto episodi, Mike Flanagan rilegge il primo romanzo di Stephen King, uscito nel 1974 e portato al cinema da Brian De Palma nel 1976. La serie, disponibile dal 7 ottobre su Prime Video, conserva il nucleo horror ma lo affronta soprattutto come un’indagine psicologica sull’esclusione e sulla crescita.
Rispetto alla Carrie interpretata da Sissy Spacek, quella di Howell appare meno chiusa e impaurita. È più attratta da ciò che non conosce e manifesta un desiderio più evidente di entrare nella realtà da cui è stata tenuta lontana. Per l’attrice, la differenza principale rispetto alle versioni precedenti nasce dal legame familiare: «La differenza è senza dubbio l’amore».
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