Carlucci, valigia all’ultimo: così i viaggi le hanno cambiato lo sguardo
Dalle missioni televisive in ogni continente alle vacanze in Spagna e Croazia, Gabriella Carlucci ripercorre una vita sempre in movimento e il suo rapporto con l’imprevisto.
La valigia preparata all’ultimo momento, l’ansia di perdere l’aereo e un marito metodico a cui affidarsi nei momenti complicati: Gabriella Carlucci racconta il viaggio anche attraverso le proprie contraddizioni. Oggi, per organizzarsi, consulta persino i chatbot dell’intelligenza artificiale, mentre continua a partire soprattutto verso la Spagna e la Croazia.
Il ritorno davanti alle telecamere è arrivato di recente con “Job Missione Lavoro”, programma condotto insieme ad Adriana Volpe. Ma il rapporto con gli spostamenti nasce molto prima, quando la televisione le consentì di trasformarsi da presenza scenica in inviata, attraversando Paesi lontani e realtà diverse.
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L’organizzazione resta il suo punto debole
Carlucci ammette di essere tutt’altro che precisa nella preparazione delle partenze. La partenza le provoca soprattutto il timore di arrivare tardi in aeroporto, mentre i bagagli vengono sistemati quando ormai manca poco. A compensare questa sua indole ci pensa il marito, descritto come l’esatto opposto: ordinato, puntuale e abituato a programmare ogni dettaglio.
La coppia è insieme dal 1996 e, secondo la conduttrice, proprio le differenze hanno contribuito a mantenere l’equilibrio familiare. Lei si definisce disorganizzata al punto da affidarsi completamente a lui quando qualcosa rischia di complicarsi. Anche nella scelta delle informazioni pratiche ha cambiato abitudini: ai tempi di “Melaverde” portava con sé volumi ingombranti, oggi chiede all’intelligenza artificiale indicazioni come quella sulla farmacia aperta più vicina.
Nonostante la scarsa inclinazione alla programmazione, quando è in viaggio non ama restare ferma. Due inverni fa ha trascorso il Capodanno tra Bangkok e le isole della Thailandia; in agosto, invece, frequenta da alcuni anni la Rafa Nadal Academy, dove gioca a tennis per tre ore al giorno nell’arco di due settimane. Il marito e il figlio condividono la passione, anche se il suo passato da pattinatrice su rotelle le ha lasciato uno stile più rigido e impostato.
Dal piccolo schermo a quasi cento Paesi
Il primo grande salto arrivò negli anni Ottanta con “Portobello”. Enzo Tortora la scelse anche per la conoscenza delle lingue e le affidò servizi e collegamenti internazionali. Da quella esperienza nacquero reportage in Sudamerica, Africa, Cina, Giappone, Australia, Polinesia e in diversi Stati americani, comprese le Hawaii.
Tra le esperienze più particolari ci fu la navigazione su una nave di Greenpeace diretta in Islanda, dove documentò la campagna contro la caccia alle balene. In quegli anni il programma raggiungeva ascolti enormi, fino a 18 milioni di spettatori, e la popolarità arrivò rapidamente: il giorno dopo la messa in onda, la gente la riconosceva per strada.
Negli anni Novanta fu invece “Melaverde” a portarla lungo tutta la penisola. Carlucci sostiene di avere visitato quasi 100 Paesi e di conoscere l’Italia in modo esteso, un risultato che considera motivo di orgoglio. Dopo la televisione arrivò anche la politica: entrò in Parlamento, affrontando i pregiudizi legati a una carriera televisiva ritenuta da alcuni poco adatta alle istituzioni. L’esperienza parlamentare si concluse e, dal 2013, la sua presenza pubblica diventò più rara fino al recente ritorno sullo schermo.
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Spagna nel cuore, niente freddo
Tra le destinazioni in cui tornerebbe subito indica la Spagna, citando Bilbao, Malaga, Siviglia, Marbella, Granada, le Baleari e le Canarie. Un legame particolare esiste anche con la Serbia e con Belgrado, apprezzata per i ristoranti, i teatri e i locali.
A unirle, ai suoi occhi, è una dimensione familiare che ritrova anche in Italia: l’attenzione per i figli e la tendenza a mantenere i legami tra genitori e ragazzi più a lungo rispetto a quanto accade negli Stati Uniti, dove molti lasciano casa già a 18 anni. Al contrario, esclude le mete caratterizzate da temperature troppo rigide.
Il suo modo di viaggiare deriva anche dalle esperienze dell’infanzia. A dieci anni visitò New York, quando i primi bancomat sembravano quasi strumenti arrivati da un altro pianeta. Delle vacanze in famiglia conserva inoltre il ricordo delle isole Egadi, allora più selvagge: a Marettimo nuotava tra pesci e coralli insieme alle sorelle Milly e Anna, per poi scrivere e raccontare a casa ciò che aveva visto.
Cambiare prospettiva è indispensabile
Per Carlucci partire significa accettare abitudini diverse senza confrontarle continuamente con quelle italiane. Chi pretende ovunque lo stesso cibo, lo stesso livello di ordine o le medesime consuetudini rischia, secondo lei, di vivere male l’esperienza. La regola è avvicinarsi agli usi locali con rispetto e senza atteggiamenti di superiorità.
La conduttrice critica invece le vacanze segnate dall’overtourism, con folle concentrate negli stessi luoghi e visitatori intenti a scattare fotografie identiche. Durante il Festival del Cinema Italo-Serbo ha discusso della possibilità di distribuire i flussi verso destinazioni meno conosciute: Roma e Sorrento restano tappe importanti per chi arriva dall’estero, ma un eventuale secondo viaggio in Italia potrebbe comprendere mete alternative.
La sintesi del suo pensiero è affidata a una frase netta: «Viaggiare apre la mente, ma devi saper accogliere il cambiamento». Non le è mai capitato di trasformare un incontro casuale in un’amicizia duratura, perché di solito parte con il marito, il figlio o persone già conosciute. Se potesse scegliere un compagno di viaggio esterno alla famiglia, però, indicherebbe Sebastiano Barisoni: mentre esplora un luogo, potrebbe ascoltare le sue lezioni di economia senza smettere di guardarsi intorno.
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