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Lifestyle 2 min di letturaAggiornato 5 min fa

Carla Braccialini, morta a 95 anni la creatrice delle borse

Fondò il marchio a Firenze nel 1954 con Roberto e lo portò nel mondo attraverso borse colorate e ironiche

Aggiornamento delle 13:02

Il marchio Braccialini è oggi di proprietà di Graziella Holding, società aretina che lo ha acquisito nell’aprile 2017.

È morta a 95 anni Carla Braccialini, imprenditrice fiorentina che trasformò le borse in accessori riconoscibili per forme, colori e ironia. Il marchio nato dal suo laboratorio è diventato una realtà conosciuta anche fuori dall’Italia.

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Una creatività senza regole

All’inizio non aveva una formazione specifica nella pelletteria. Proprio questa inesperienza, raccontava, le consentì di immaginare gli oggetti prima di preoccuparsi dei procedimenti necessari per costruirli. «Sono stata libera di andare dove volevo», spiegò nel ricordare il percorso che l’aveva portata dalla sperimentazione a collezioni originali.

Le prime prove erano artigianali e lontane dai processi industriali. «Settant’anni fa le appiccicavo con il Vinavil e le cucivo con un ago da carpentiere», aveva raccontato Carla, rievocando gli esordi nel settore. La sua idea di moda comprendeva fiori, animali, casette e riferimenti alla vita quotidiana, spesso trasformati nella sagoma stessa degli accessori.


Il laboratorio diventato marchio

Nel 1954 Carla e il marito Roberto aprirono a Firenze un piccolo laboratorio. Dopo la morte di Roberto, avvenuta nel 1976, fu Carla a prendere in mano l’impresa e a proseguirne lo sviluppo insieme ai figli.

Nel 1987 arrivò l’intesa per realizzare e distribuire gli accessori di Vivienne Westwood. Nel frattempo, le borse Braccialini assumevano le sembianze di taxi, treni, chiocciole e matrioske, dando forma a un linguaggio immediatamente associato alla maison.

Una delle creazioni più personali nacque dopo uno scippo subito da Carla nel centro di Firenze, nel 2003. In quell’occasione perse denaro, documenti, alcune fotografie dei figli e un sassolino ricevuto dal figlio Lorenzo. Da quell’episodio prese forma una borsa a forma di casa, collegata all’idea di un luogo in cui conservare ricordi e oggetti cari.

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Gli ultimi anni nell’azienda

Nel 2009, a 55 anni dall’apertura del primo laboratorio, Giorgio Napolitano la nominò Cavaliere del Lavoro. Il riconoscimento premiava il contributo dato all’attività produttiva e alla crescita dell’impresa italiana.

Nel 2021 Carla raccontò la propria esperienza nel libro «La ragazza che non sapeva fare le borse», scritto con Maurizio Naldini. Il titolo riprendeva con ironia il punto di partenza di una carriera costruita senza conoscenze tecniche consolidate.

Anche quando negli anni Novanta il gusto dominante impose linee più semplici, Braccialini cercò nuovi modi per mantenere viva la propria cifra creativa. Per lei anche le sfilate dovevano essere occasioni di intrattenimento: riteneva poco interessante limitarsi a mostrare accessori e preferiva coinvolgere personaggi, oggetti fantastici e persone di età diverse.

Nel 2025 il figlio Lorenzo aveva raccontato che Carla si era ritirata dal lavoro a 86 anni, ma che a 94 sentiva ancora la mancanza dell’azienda. La Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro ha ricordato la sua inventiva e le sue capacità imprenditoriali.

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