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Lifestyle 2 min di lettura1 ora fa

Caregiver, 12 milioni senza tutele: la legge resta ferma

Il 6 ottobre l’attenzione va a chi concilia assistenza e occupazione, mentre alla Camera il provvedimento atteso da più di vent’anni procede tra rinvii e risorse ancora da definire.

Ogni giorno milioni di persone si prendono cura, senza stipendio, di un familiare anziano, malato o con disabilità. In Italia sono circa 12 milioni, e più di quattro milioni condividono la casa con la persona assistita: un impegno continuo che spesso rimane invisibile e senza un riconoscimento giuridico adeguato.

La Giornata europea dei caregiver familiari, in programma il 6 ottobre, riporta il tema al centro del dibattito. Eurocarers la promuove dal 2020 e quest’anno chiede soprattutto maggiore elasticità nel mondo del lavoro, perché assistere un parente non dovrebbe significare perdere occupazione, reddito o salute.


La flessibilità può evitare rinunce

L’organizzazione ha scelto per questa edizione un messaggio semplice: quando cambiano le esigenze di cura, anche il lavoro deve poter essere organizzato diversamente. Per molte famiglie, infatti, la soluzione passa da un orario modificato, da una giornata svolta da casa o dalla disponibilità dell’azienda a trovare un accordo.

Queste possibilità incidono in modo concreto sulla vita di chi assiste. Senza margini di adattamento, il rischio è dover ridurre l’attività professionale, accettare un tempo parziale non desiderato oppure abbandonare del tutto il lavoro, con conseguenze anche sulla futura pensione.


Donne strette tra figli e genitori

Il carico non ricade in maniera uniforme. Le donne sono spesso chiamate a occuparsi contemporaneamente dei figli piccoli e dei genitori che invecchiano: è la cosiddetta generazione sandwich, composta soprattutto da persone tra i 35 e i 54 anni.

Un’indagine Ipsos Doxa rileva che oltre la metà di questo gruppo ha dovuto almeno una volta diminuire o interrompere il lavoro per gestire le responsabilità familiari. Il prezzo viene pagato con percorsi professionali rallentati e minori opportunità, mentre la doppia assistenza continua a essere considerata una questione privata.

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Il disegno di legge cerca una svolta

Proprio nella settimana dedicata ai caregiver, alla Camera è arrivato un disegno di legge che punta a definire diritti e protezioni per chi presta assistenza. Il provvedimento è atteso da oltre vent’anni, ma il percorso parlamentare resta complesso, rallentato da rinvii e da una discussione ancora aperta sulle coperture finanziarie.

Tra le misure previste figura l’aumento del limite Isee per ottenere i contributi pubblici. Il testo estenderebbe inoltre alcune garanzie ai minorenni che aiutano un familiare, riconoscendo che il ruolo di assistenza può coinvolgere anche chi non ha ancora raggiunto la maggiore età.


Le tutele promesse attendono risorse

Per i lavoratori, la proposta indica corsie preferenziali per il lavoro agile, il tempo parziale e gli orari modulabili. Per gli studenti che svolgono attività di cura, invece, sono previste riduzioni delle tasse universitarie. L’obiettivo è impedire che l’assistenza comprometta studio e occupazione.

Il nodo principale resta però quello economico. Senza finanziamenti adeguati, le misure rischiano di non trasformarsi in sostegni effettivi. Per i 12 milioni di italiani coinvolti, e in particolare per le donne, il riconoscimento normativo non sarebbe un premio simbolico: significherebbe poter conciliare cura e vita personale senza affrontare tutto in solitudine.

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