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Caldo estremo, 710mila morti nel mondo nel 2023

Il rapporto Lancet Countdown registra 710mila vittime nel 2023 e segnala rischi crescenti per acqua, cibo e malattie

Tra il 2016 e il 2023 il caldo estremo ha causato quasi 3 milioni di morti nel mondo. Nel solo 2023 i decessi attribuiti alle alte temperature sono stati 710mila.

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L’impatto sulla salute

Il dato emerge dal decimo rapporto Lancet Countdown on Health and Climate Change, realizzato con il coordinamento dell’University College London e la collaborazione dell’Organizzazione mondiale della sanità. Il documento definisce il cambiamento climatico un’emergenza sanitaria globale.

Secondo gli esperti, il numero delle vittime sta aumentando più velocemente rispetto a quanto osservato nel decennio precedente. Temperature elevate, periodi di siccità e fenomeni meteorologici estremi stanno aggravando i rischi per la salute in diverse aree del pianeta.

Marina Romanello, direttrice esecutiva di Lancet Countdown, ha spiegato che molte minacce legate al clima stanno crescendo a ritmo accelerato. Ha inoltre evidenziato il peso economico degli eventi estremi sui settori produttivi e sulle comunità più esposte, sottolineando che i diversi rischi possono sommarsi e amplificarsi a vicenda.


Acqua e malattie in aumento

La crisi climatica non riguarda soltanto la mortalità legata al caldo. L’80% della popolazione mondiale deve fare i conti con squilibri nella disponibilità delle risorse idriche.

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Il 43% delle terre emerse è interessato da un processo di inaridimento prolungato, mentre nel 37% del pianeta è aumentata in modo eccessivo la presenza di acqua. Questi cambiamenti possono compromettere sia la produzione alimentare sia le condizioni igienico-sanitarie.

Nel periodo compreso tra il 2016 e il 2025, piogge molto intense hanno colpito ogni anno circa il 17,2% delle terre emerse. Di conseguenza, è cresciuta l’esposizione a inondazioni e a malattie trasmesse attraverso l’acqua.


L’appello ai governi

Il rapporto è stato diffuso prima della conferenza delle Nazioni Unite sul clima, prevista ad Antalya, in Turchia, dal 9 al 20 novembre. Gli autori chiedono ai governi di considerare gli effetti del riscaldamento globale una questione sanitaria condivisa.

La richiesta è rivolta alla cooperazione internazionale: senza interventi coordinati, avvertono gli esperti, il caldo e gli altri fenomeni estremi continueranno a colpire soprattutto le persone e i territori più vulnerabili.

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