Calcoli renali, il mese decisivo: 10 mosse e consulti gratis
Per tutto ottobre 2026 gli specialisti offriranno consulti urologici gratuiti, mentre una guida riunisce le abitudini utili a contenere il rischio di calcolosi.
Per chi ha già avuto un calcolo o teme una nuova colica, ottobre offre un’opportunità concreta: per l’intero mese sarà possibile rivolgere domande a specialisti di urologia e calcolosi senza sostenere costi. Il servizio rientra nella campagna “È tempo di agire” e si affianca a un decalogo dedicato alla prevenzione.
L’iniziativa è accessibile attraverso il portale Prevenzione Calcolosi, dove sono disponibili sia il consulto medico in linea sia il vademecum con le dieci indicazioni pratiche. Il percorso non sostituisce una valutazione clinica completa, ma può aiutare a orientare dubbi e comportamenti, soprattutto quando gli episodi si ripetono.
Il calcio non è il nemico
Tra le convinzioni più diffuse c’è l’idea che, poiché molti calcoli contengono calcio, si debbano eliminare latte e altri alimenti che lo forniscono. Le indicazioni dell’Associazione Urologi Italiani spiegano invece che mantenere un apporto alimentare normale può contribuire a diminuire il rischio relativo di nefrolitiasi, mentre le restrizioni vanno decise in base al profilo metabolico individuale.
Il calcio resta inoltre importante per la salute dell’organismo e delle ossa. Anche l’Istituto Superiore di Sanità raccomanda di non ridurne l’assunzione senza una precisa indicazione medica, un’avvertenza particolarmente rilevante per le donne con l’avanzare dell’età.
Dieci abitudini da rivedere
Il decalogo invita innanzitutto a bere con regolarità nell’arco della giornata. Un volume maggiore di urina rende più diluite le sostanze che possono aggregarsi e trasformarsi in cristalli; l’acqua sostiene anche la termoregolazione e le normali funzioni fisiche e cognitive. L’obiettivo indicato dalla campagna non è legato a una sola marca, ma a un’idratazione adeguata e costante. Acqua Rocchetta, promotrice dell’iniziativa, è un’acqua oligominerale con un basso contenuto di sodio.
Il sale merita attenzione anche quando non viene aggiunto direttamente ai piatti. Una parte rilevante del sodio quotidiano può arrivare da prodotti confezionati e trasformati, perciò è utile leggere le etichette e limitare gli alimenti più ricchi. Anche un eccesso di proteine animali può favorire, nelle persone predisposte, condizioni associate alla comparsa di alcuni tipi di calcoli.
Frutta e verdura dovrebbero trovare spazio ogni giorno, perché forniscono potassio, magnesio e citrato. Gli alimenti con molti ossalati, come spinaci, bietole e cioccolato, non vanno esclusi automaticamente: una riduzione può essere presa in considerazione soprattutto quando gli esami mostrano una loro elevata eliminazione con le urine.
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Completano le indicazioni il mantenimento di un peso adeguato, la preferenza per un modello alimentare equilibrato e vicino alla dieta mediterranea e l’esecuzione di controlli mirati in caso di recidive. Dopo un episodio, analizzare quando possibile la composizione del calcolo e valutare con il medico esami del sangue e delle urine permette di cercare le cause e di impostare una strategia personalizzata.
Un disturbo che riguarda molti
La calcolosi urinaria nasce quando alcune sostanze presenti nelle urine diventano così concentrate da formare prima cristalli e poi aggregati solidi. Talvolta il problema rimane silenzioso; in altri casi il calcolo si sposta lungo le vie urinarie e provoca la colica renale, caratterizzata spesso da un dolore intenso, oltre a possibili complicazioni.
In Italia il disturbo interessa una quota stimata tra il 15 e il 20 per cento della popolazione e risulta più frequente negli uomini. Le differenze dipendono anche da sesso, età e caratteristiche individuali: per questo le raccomandazioni non possono essere identiche per tutti, soprattutto quando la calcolosi tende a ripresentarsi.
La campagna compie dieci anni
Il Mese della Prevenzione Urologica raggiunge nel 2026 la decima edizione. Il progetto è promosso da Acqua Rocchetta insieme all’Associazione Urologica per la Calcolosi, indicata con la sigla C.L.U., e vede per la prima volta la partecipazione dell’Associazione Urologi Italiani.
Per tutto ottobre, la campagna riunisce informazioni divulgative, indicazioni alimentari e accesso agli specialisti. Il messaggio centrale è che il rischio non dipende soltanto dalla quantità di acqua bevuta: sodio, proteine animali, peso, equilibrio della dieta e condizioni metaboliche possono avere un ruolo e vanno valutati nel loro insieme.
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