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Lifestyle 3 min di lettura3 ore fa

Bruno resiste fino alla fine: chi vince Physical Italia su Netflix

Il judoka Emanuele Bruno supera Tommaso Nisi nella sfida decisiva e conquista i 100.000 euro dopo un confronto durato quasi due ore

La prima edizione di Physical Italia: da 100 a 1 si chiude con il successo di Emanuele Bruno. Il judoka ha battuto Tommaso Nisi nella prova conclusiva, al termine di una sfida durissima disputata a sette metri d’altezza e decisa soltanto dopo quasi due ore. Il vincitore si aggiudica anche il montepremi da 100.000 euro.


Bruno ribalta il pronostico finale

La gara decisiva metteva i due concorrenti uno di fronte all’altro con una parete mobile molto pesante tra loro. Per prevalere, ciascuno doveva spingerla e costringere l’avversario ad arretrare fino a farlo precipitare in un acquedotto sottostante.

Bruno è partito con grande intensità, ma Nisi ha recuperato rapidamente lo svantaggio. Il confronto è diventato un continuo scambio di avanzate e arretramenti, con entrambi capaci di riconquistare più volte terreno. Alla fine, il judoka ha trovato l’azione decisiva e ha completato il percorso che lo ha portato al titolo.


La semifinale cambia gli equilibri

Prima della sfida conclusiva, i tre superstiti hanno affrontato la prova delle “trazioni senza fine”. Il regolamento prevedeva quattro trazioni nel primo minuto, con un incremento di due ripetizioni a ogni minuto successivo, fino all’esaurimento delle forze. Il primo classificato sarebbe entrato direttamente in finale, mentre gli altri due avrebbero dovuto contendersi l’ultimo posto disponibile con una prova di un minuto.

Matteo Sartori ha iniziato bene, mentre Emanuele Bruno sembrava vicino al limite. Tommaso Nisi, ginnasta, appariva così il candidato più solido. Sartori ha però scelto di fermarsi subito per conservare energie in vista dello spareggio; Bruno è stato sconfitto da Nisi, ma ha poi superato Sartori nella prova successiva, conquistando l’accesso alla finale.


Il percorso dei sei finalisti

L’ultima fase del programma aveva riunito Emanuele Bruno, Giulio Domi, Manuel Lombardo, Tommaso Nisi, Edoardo Papa e Matteo Sartori. La selezione è passata da una prova a tempo: 20 minuti per completare cinque giri di un tracciato con sbarre sospese, pareti e discesa su fune. I sei concorrenti erano divisi in due gruppi e i vincitori delle manche hanno ottenuto il pass diretto alla semifinale.

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Tommaso Nisi ha dominato la prima batteria, mentre Edoardo Papa si è ritirato senza riuscire a completare il percorso. Nella seconda, Sartori ha avuto la meglio su Giulio Domi e Manuel Lombardo; poiché gli altri due non hanno terminato la gara, Bruno ha ottenuto il posto attraverso il ripescaggio.


Le valutazioni dopo la finale

Bruno riceve il voto più alto, 10, per una vittoria costruita tra difficoltà e recuperi. Il suo cammino è stato segnato anche dall’eliminazione dalla squadra decisa dall’ex capo Minguzzi, episodio che ha alimentato la sua voglia di rivalsa fino alla conquista del premio.

Nisi chiude con un 9: arrivava all’ultimo atto dopo prestazioni molto convincenti e sembrava il vincitore annunciato, ma la preparazione atletica non è bastata contro la determinazione di Bruno. Sartori ottiene 8; in forma fisica, ha però pagato una strategia rivelatasi inefficace nello spareggio.

Giulio Domi, Manuel Lombardo ed Edoardo Papa vengono invece valutati con 6. Il disc jockey appassionato di allenamento ha mostrato tenacia, ma i limiti tecnici sono emersi nella fase decisiva. Lombardo, campione di judo, è uscito dopo aver speso molte energie nelle prove precedenti, mentre il campione italiano di surf Papa non è riuscito a superare nemmeno l’inizio del percorso sulle sbarre sospese.

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