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Lifestyle 3 min di lettura1 ora fa

Booking.com sotto esame: vacanze a rischio e cosa cambia per chi prenota

La Commissione europea verifica annunci falsi, richieste di denaro nelle chat e pubblicità poco riconoscibili sulla piattaforma di prenotazioni.

Una richiesta urgente di pagamento ricevuta nella chat, un alloggio che si rivela inesistente oppure un annuncio promosso senza indicazioni abbastanza chiare: sono questi i rischi sui quali l’Unione europea vuole fare luce. La Commissione europea ha avviato un’indagine formale su Booking.com per verificare se il portale protegga adeguatamente gli utenti dalle frodi e dalle comunicazioni ingannevoli.

Per i viaggiatori, nell’immediato, non cambia il funzionamento del sito. Resta però essenziale non versare denaro attraverso collegamenti ricevuti all’improvviso e contattare direttamente la struttura quando una richiesta appare anomala.

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Le truffe che preoccupano l’Europa

Tra gli elementi esaminati figurano gli annunci relativi a case o camere che non esistono, oppure che vengono pubblicizzate senza l’autorizzazione dei proprietari. I truffatori possono copiare inserzioni autentiche, utilizzare immagini e informazioni credibili e chiedere una caparra prima di interrompere ogni contatto.

La frode spesso emerge soltanto all’arrivo, quando il turista scopre che l’indirizzo non corrisponde alla prenotazione o che la struttura reale non sa nulla del soggiorno. A subire le conseguenze non sono soltanto gli ospiti: anche alberghi e proprietari possono ritrovarsi associati ad annunci falsi senza esserne consapevoli.

Un secondo fronte riguarda le conversazioni tra clienti e strutture. In alcuni casi, soggetti malevoli sarebbero riusciti a sfruttare dati autentici delle prenotazioni per inviare messaggi con la richiesta di effettuare un nuovo pagamento o di confermare i dati della carta.

La Commissione intende capire come Booking.com gestisca le informazioni personali e quali sistemi utilizzi per impedire l’accesso alle chat. Nel mirino ci sono anche i tentativi di sottrarre credenziali e dati finanziari attraverso comunicazioni costruite per sembrare ufficiali.


Annunci sponsorizzati, chiarezza da verificare

L’istruttoria non si limita alla sicurezza informatica. Gli organi europei stanno valutando anche il modo in cui vengono presentate le strutture che pagano per ottenere una posizione più visibile nei risultati di ricerca.

Il punto da chiarire è se l’utente venga informato sempre in modo evidente della natura pubblicitaria di quegli annunci. Se il carattere promozionale non fosse riconoscibile, la scelta dell’alloggio potrebbe essere influenzata senza una consapevolezza adeguata.

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L’indagine rientra nelle verifiche previste dalla legge europea sui servizi digitali, che impone alle piattaforme più grandi di individuare e ridurre i rischi per gli utenti. Booking.com, considerata una piattaforma di dimensioni eccezionali, deve inoltre fornire periodicamente informazioni sulla gestione dei rischi sistemici.


Un controllo preparato da anni

L’intervento della Commissione non arriva senza precedenti analisi. Il lavoro è stato condotto nel corso di diversi anni anche insieme alle autorità dei Paesi Bassi, dove il gruppo ha la propria sede legale.

Ora gli uffici europei dovranno stabilire se le misure adottate dalla piattaforma siano sufficienti oppure se presentino carenze rispetto agli obblighi stabiliti dalle norme comunitarie. La procedura è ancora nella fase iniziale e non consente di anticipare un esito.


Cosa rischia la piattaforma

Qualora venissero accertate violazioni, Booking.com potrebbe essere sottoposta a sanzioni economiche molto elevate. Prima di arrivare a quel punto, saranno necessari ulteriori approfondimenti e una valutazione delle risposte fornite dalla società.

Per chi sta organizzando un viaggio, invece, la piattaforma resta operativa. La precauzione più importante consiste nel non seguire collegamenti esterni contenuti in messaggi inattesi e nel non inviare nuovi importi senza aver verificato la richiesta.

In presenza di dubbi, il controllo più sicuro è una telefonata diretta all’hotel o al proprietario dell’alloggio, utilizzando recapiti reperiti autonomamente. Anche una richiesta che contiene dati corretti della prenotazione va quindi verificata prima di autorizzare qualsiasi pagamento.

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