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Lifestyle 3 min di lettura2 ore fa

Boho 2026, sei tagli cambiano tutto: dal bob mosso alle maxi lunghezze

La nuova stagione privilegia chiome libere, scalature leggere e texture autentiche, con proposte adatte a capelli corti, medi, lunghi, lisci, mossi e ricci.

L’autunno 2026 riscopre un’idea di bellezza meno rigida: i capelli devono seguire la propria natura, muoversi senza apparire troppo costruiti e conservare una certa irregolarità. L’estetica boho prende spunto dagli anni Settanta, ma la aggiorna con tagli portabili su diverse lunghezze e texture.

Il volume può nascere da una scalatura, da una frangia morbida oppure dalla forma naturale del riccio. Anche le passerelle di Chloé e Anna Sui hanno riportato questa tendenza sotto i riflettori, insieme alle scelte di numerose celebri interpreti. Ecco sei idee da valutare prima del prossimo appuntamento dal parrucchiere.

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Le lunghezze acquistano nuova energia

Chi desidera conservare i capelli lunghi può puntare sul butterfly cut, una soluzione che alleggerisce la massa senza sacrificare le lunghezze. Le ciocche più corte partono intorno al viso, mentre quelle posteriori restano più lunghe: il risultato crea apertura, corpo e una sensazione di movimento continuo.

Sabrina Carpenter ha contribuito a rendere riconoscibile questo taglio, spesso abbinato a una frangia soffice. È indicato soprattutto per capelli medi o lunghi e per chi vuole rendere più dinamica la piega senza cambiare radicalmente la propria immagine.

Un’altra possibilità arriva dalla frangia boho, perfetta quando il cambiamento deve essere visibile ma non drastico. Leggera, non uniforme e facilmente separabile sulla fronte, può essere più piena al centro oppure aprirsi ai lati fino a trasformarsi in ciuffi allungati.

Jane Birkin resta il riferimento storico, mentre Dakota Johnson, Daisy Edgar-Jones e Jennifer Lawrence ne hanno proposto versioni contemporanee. La sua caratteristica principale è la morbidezza: incornicia il volto senza creare una linea rigida e compatta.


Il movimento funziona anche sui tagli corti

Il caschetto non deve essere perfettamente liscio per entrare nell’universo bohémien. All’altezza del mento, con onde ampie e punte appena incurvate, può accompagnare gli zigomi e assumere un aspetto più rilassato rispetto al classico taglio geometrico.

Le ciocche non devono seguire tutte la stessa direzione: qualche punta rivolta in modo diverso contribuisce a creare un effetto spontaneo. Questa rilettura dei caschetti rétro degli anni Settanta è stata sperimentata anche da Ayo Edebiri.

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Anche le onde morbide rappresentano una scelta versatile, perché possono adattarsi a una linea piena oppure a una scalatura discreta. Sui capelli già mossi è sufficiente valorizzare il disegno naturale, mentre sulle chiome lisce si può intervenire con una piega delicata.

Zendaya ha spesso giocato con lunghezze ondulate e texture differenti, mentre da Chloé sono arrivate immagini di onde poco definite abbinate a forme fluide e romantiche. Il punto non è ottenere ciocche identiche, ma lasciare che il movimento cambi leggermente da una zona all’altra.


Ricci e maxi lunghezze restano protagonisti

Per i capelli ricci, il riferimento è il grande volume delle cantanti degli anni Settanta, da Chaka Khan a Diana Ross. La versione attuale non cerca di uniformare ogni ciocca: preferisce esaltare l’elasticità e la forma individuale del riccio.

Una scalatura ben studiata può distribuire meglio la massa e impedire che il peso si concentri soltanto sulle punte. La riuscita dipende dalla densità e dall’elasticità dei capelli, perché la disposizione finale cambia molto dopo l’asciugatura.

All’estremo opposto c’è il taglio lunghissimo con riga centrale e punte quasi pari. È una proposta essenziale, associata soprattutto all’immagine di Cher e ancora oggi resa riconoscibile da Demi Moore.

In questo caso non servono acconciature elaborate: sono la lunghezza, la lucentezza e la salute delle punte a definire il risultato. La chioma liscia e scura diventa così il centro del look, mantenendo un legame diretto con l’immaginario degli anni Settanta.

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