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Lifestyle 4 min di lettura1 ora fa

Biondo riparte da Roma: il crollo, Anna e la vita da ricostruire

Dal successo di Amici e Netflix alla solitudine dopo la fama: Simone Baldasseroni racconta il romanzo scritto con Anna e la svolta che lo ha portato verso il matrimonio.

Simone Baldasseroni, conosciuto dal pubblico come Biondo, sta vivendo una fase di ripartenza. Dopo un trasloco nella capitale, nuovi progetti tra cinema e televisione e l’uscita del suo primo romanzo, il cantante e attore guarda a un futuro in cui trovano spazio anche il matrimonio con Anna Dvalishvili e una maggiore consapevolezza personale.

Il libro, intitolato *Sette vite non bastano* e pubblicato da Rizzoli, è stato scritto insieme alla fidanzata. Al centro c’è Leo, un ragazzo che si ritrova improvvisamente sotto i riflettori e rischia di perdersi nella fama: una storia di finzione che contiene molti elementi dell’esperienza vissuta da Baldasseroni.

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La fama arrivata troppo presto

Il percorso di Biondo è cominciato lontano da un progetto costruito per diventare famoso. Da adolescente voleva fare il cuoco e aveva aperto un profilo su Twitter per condividere le proprie ricette. In poco tempo aveva raccolto circa ventimila seguaci e iniziato a ricevere richieste per cucinare nelle case private.

Poi sono arrivati la musica, il brano *Quattro Mura* e la partecipazione ad *Amici*. La canzone, inizialmente accompagnata anche da episodi di derisione a scuola, ha raggiunto il disco d’oro e ha cambiato il modo in cui gli altri lo guardavano. Anni dopo, il successo internazionale di *Fabbricante di lacrime* ha aperto un ulteriore capitolo: nel 2024 il film è diventato la prima produzione italiana a conquistare il primo posto nella classifica mondiale dei titoli più visti su Netflix.

Baldasseroni dice di non aver inseguito direttamente la notorietà. Piuttosto, sostiene di aver accolto le opportunità quando si sono presentate, affrontando però anche molti fallimenti rimasti invisibili al pubblico. La sua idea è che una persona non debba scegliere una sola identità, ma possa attraversare esperienze diverse senza considerarle contraddittorie.


Quando i riflettori si spengono

La parte più difficile è arrivata quando il successo musicale ha cominciato a diminuire. A diciassette anni, a Milano, il cantante si è trovato molto esposto ma poco seguito, anche nella gestione del denaro. Racconta di aver speso con leggerezza cifre che per lui erano soltanto numeri, fino al primo crollo economico e personale: «Quando si spengono le luci non c’è più nessuno».

Alcuni anni dopo *Amici*, con meno entrate e una popolarità ridimensionata, ha visto allontanarsi persone che considerava amiche. Nel frattempo erano passate altre edizioni del programma e anche la risposta alle sue canzoni non era più la stessa. Quel periodo gli ha mostrato quanto certi rapporti possano dipendere dalla visibilità e dal successo.

La reazione è stata il ritorno a Roma. Baldasseroni descrive quella scelta come un bivio tra il lasciarsi andare e provare a ricominciare. Ha quindi recuperato l’interesse per la recitazione, coltivato fin dall’adolescenza, e ha iniziato a studiare recitazione, doppiaggio e dizione per migliorarsi professionalmente.


La parte di sé rimasta nascosta

Nel romanzo trova spazio anche il tema della solitudine, soprattutto quando diventa difficile comunicare con le persone care. Secondo Baldasseroni, il pubblico tende a preferire un’immagine luminosa e rassicurante dell’artista. Quando ha pubblicato un secondo album più personale e introspettivo rispetto al primo, il risultato commerciale è stato più debole.

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Quell’esperienza gli ha fatto capire quanto sia complicato mostrare tristezza e fragilità in un ambiente che premia soprattutto l’apparenza positiva. L’artista racconta di aver attraversato momenti in cui si è chiesto quale direzione dare alla propria vita, anche se oggi vorrebbe trasformare quei passaggi in un messaggio per i ragazzi che temono di avere davanti un futuro negativo.

La lezione, per lui, consiste anche nel saper riconoscere quando insistere non serve più. Lasciare Milano e rientrare a Roma è stato il modo per interrompere un meccanismo che lo stava danneggiando, invece di attribuire ogni responsabilità agli altri. Guardare le proprie scelte con distacco, ammette, è stato necessario per smettere di autosabotarsi.


Anna e la nuova partenza

La relazione con Anna Dvalishvili ha attraversato una crisi, ma proprio quella frattura ha permesso alla coppia di ripartire. I due hanno deciso di sposarsi tra un anno e hanno già individuato anche l’anno delle nozze. Baldasseroni racconta di vedere Anna stabilmente al suo fianco quando immagina il futuro.

Per lui l’amore è stato una spinta decisiva, ma non qualcosa che possa funzionare senza impegno personale. Dopo diverse relazioni ha capito che un legame va coltivato e che, prima di riuscire a stare bene con qualcuno, è necessario imparare ad accettarsi e a volersi bene.

Anche *Quattro Mura* era nata dall’esperienza sentimentale con una ragazza che allora non ricambiava il suo interesse. Oggi, però, Biondo dice di avere occhi soltanto per Anna, che gli è rimasta accanto nei periodi più complicati e durante la fase in cui lui stesso aveva smesso di credere nelle proprie possibilità.


Il successo dopo il film

L’esplosione di *Fabbricante di lacrime* ha avuto un impatto difficile da gestire. Dopo l’uscita, il suo nome compariva immediatamente nelle ricerche su Google e l’attenzione intorno alla sua persona è diventata molto intensa. Per Baldasseroni si è trattato di un cambiamento improvviso, arrivato dopo anni di esperienze diverse e di tentativi non sempre riusciti.

A novembre sarà inoltre tra i protagonisti della nuova edizione di *The Traitors Italia* su Prime, mentre al cinema è atteso nel film internazionale *Recrucified*. Tra libri, recitazione, studio e vita privata, il cantante sembra così intenzionato a non fermarsi a un solo ruolo: la sua nuova fase nasce proprio dalla scelta di tenere insieme tutte le parti della propria storia.

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