Balestra, la caccia agli abiti perduti per riscrivere lo stile
La Maison invita clienti, collezionisti ed eredi a segnalare o donare i capi storici per ampliare l’archivio e preparare una mostra.
Ritrovare gli abiti di alta moda firmati da Renato Balestra per capire da dove nasce l’identità della sua casa di moda e accompagnarla verso il futuro. È questo l’obiettivo di “In Search of Balestra”, iniziativa internazionale ideata da Sofia Bertolli Balestra, direttrice artistica della Maison, dopo la scomparsa dello stilista triestino nel novembre 2022.
Il progetto punta a coinvolgere chiunque custodisca un capo Balestra: clienti, collezionisti, eredi e appassionati potranno contribuire alla ricostruzione della storia del marchio. Ogni abito recuperato entrerà nella mappa internazionale della produzione dello stilista e potrà aggiungere un nuovo elemento ai suoi codici creativi.
Il patrimonio da riportare alla luce
L’archivio della Maison comprende già più di 40.000 disegni. Nel 2019 questa raccolta è stata riconosciuta dal MiBAC come patrimonio di interesse nazionale, ma il progetto vuole ampliarne la prospettiva attraverso gli abiti ancora conservati in collezioni private e in luoghi diversi del mondo.
“Viviamo in un’epoca rapida, nella quale l’autenticità è diventata difficile da riconoscere. Cerchiamo quindi i capi storici per restituire loro vita e mostrare l’origine di uno stile inconfondibile”, ha spiegato Sofia Bertolli Balestra. Secondo la direttrice artistica, ogni vestito potrà diventare il punto di partenza per una nuova interpretazione del linguaggio della casa di moda.
La ricerca non riguarda soltanto la conservazione. Ricostruire la provenienza e le caratteristiche dei capi significa creare una chiave per leggere il lavoro di Balestra e fornire riferimenti alle future generazioni.
I segni distintivi di Balestra
Tra gli elementi centrali emerge innanzitutto il blu, colore simbolo dello stilista. Accanto a questa tonalità c’è il ricamo, tecnica capace di collegare stagioni differenti: dalle sperimentazioni pittoriche degli anni Settanta alle lavorazioni di impronta più tradizionale.
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Un altro tratto ricorrente è il rapporto tra ciò che l’abito mostra e ciò che lascia intuire. Le trasparenze creano un confronto visivo tra il corpo di chi indossa il capo e lo sguardo di chi lo osserva, senza affidare l’effetto alla semplice esposizione.
Anche la sensualità nasce da un progetto preciso. Scollature, tagli e proporzioni sono studiati per seguire la figura, mentre volumi ed equilibri derivano da una costruzione sartoriale calibrata con estrema attenzione.
Come entrare nella ricerca
La partecipazione può avvenire in due modi. Chi possiede un abito di alta moda Balestra può segnalarlo compilando il modulo disponibile sul sito balestraroma.com: il capo sarà così registrato nell’archivio internazionale e contribuirà alla costruzione di una mappa aggiornata della presenza dello stilista nel mondo.
In alternativa, è possibile donare l’abito e prendere parte direttamente al percorso di riscoperta e sviluppo del marchio. Tutte le persone che contribuiranno saranno riconosciute ufficialmente.
Il lavoro confluirà infine in una mostra collettiva. L’esposizione riunirà per la prima volta i capi recuperati e presenterà al pubblico una ricostruzione condivisa dello stile Balestra, attraverso gli abiti custoditi nel tempo da chi li ha acquistati, ereditati o collezionati.
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