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Lifestyle 4 min di lettura5 ore fa

Artificial, il film su Altman che nessuno voleva distribuire: cosa è successo

L’opera di Luca Guadagnino su OpenAI arriverà in Italia il 20 gennaio dopo il ritiro di Amazon MGM e la battuta gelida del capo di ChatGPT.

Prima ancora dell’uscita nelle sale, Artificial è diventato un caso. Il film di Luca Guadagnino, dedicato alla crisi che nel novembre 2023 travolse OpenAI e Sam Altman, ha ricevuto una lunga ovazione al New York Film Festival, ma ha incontrato molte resistenze sul mercato: diversi distributori hanno preferito non acquistarlo e Amazon MGM lo ha ceduto quando era ormai quasi terminato.

Negli Stati Uniti il debutto è fissato per il giorno di Natale, mentre in Italia l’appuntamento è il 20 gennaio con I Wonder. A portarlo sul grande schermo sarà Neon, società indipendente già legata a Parasite e Anora.


Il film rimasto senza distributore

La pellicola era stata finanziata da Amazon MGM Studios con circa 40 milioni di dollari. Dopo una serie di proiezioni riservate ai potenziali acquirenti, Netflix, A24, Focus Features e Clockwork hanno scelto di non procedere. Anche Mubi, tra i soggetti interessati, non ha concluso l’operazione.

Le motivazioni ufficiali non sono state rese note. Le ricostruzioni pubblicate negli Stati Uniti hanno però riferito che il film avrebbe rappresentato Altman come un bugiardo patologico e che alcuni dirigenti lo consideravano più adatto a una piattaforma digitale che alle sale. La decisione di Amazon sarebbe maturata dopo la visione di un montaggio giudicato più cupo rispetto alla sceneggiatura iniziale; sono state inoltre segnalate difficoltà produttive, costi superiori alle previsioni e riprese aggiuntive.

A fine giugno Neon ha infine rilevato il progetto. L’accordo, secondo le ricostruzioni della stampa americana, non avrebbe previsto un pagamento anticipato: il distributore avrebbe assunto i costi di promozione e lancio, stimati in circa 20 milioni di dollari.


Cinque giorni che sconvolsero OpenAI

La storia parte da Ilya Sutskever, mostrato ancora studente a Toronto sotto la guida del futuro premio Nobel Geoffrey Hinton, e arriva alla crisi esplosa nel novembre 2023. In quei cinque giorni il consiglio di amministrazione rimosse Altman, salvo poi consentirgli di tornare alla guida dell’azienda.

Andrew Garfield interpreta Altman, mentre Yura Borisov veste i panni di Sutskever, considerato il principale promotore della manovra contro l’amministratore delegato. Nel cast figurano anche Monica Barbaro nel ruolo di Mira Murati, Ike Barinholtz in quello di Elon Musk e Mark Rylance nei panni di Hinton.

Guadagnino aveva ricevuto la sceneggiatura di Simon Rich, già autore del Saturday Night Live, nel maggio 2025. Il regista la sottopose rapidamente a Garfield, Barbaro e Borisov, convinse Amazon a dare il via alla produzione e girò quasi tutto il film in Italia, tra Torino, Ivrea e Reggio Emilia. Soltanto cinque giorni di riprese si svolsero a San Francisco.

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La risposta di Altman al trailer

Il trailer, diffuso a settembre, mostra Garfield mentre attraversa gli uffici di OpenAI e raggiunge un caveau pieno di armi. Jack Altman, fratello di Sam, ha sostenuto che l’unico elemento realistico fosse il modo di camminare del protagonista.

Sam Altman ha visto il filmato alla fine dello stesso mese e ha reagito con una frase molto netta: «Sembra un film orribile». Ha aggiunto di apprezzare comunque la creatività degli autori e di comprendere il disagio che l’intelligenza artificiale può suscitare, anche quando viene proiettato sulla sua figura.

Guadagnino ha definito il commento «un giudizio interessante da parte sua, per quanto sia infantile» e ha spiegato di non aver mai cercato un contatto con Altman. Il regista ha anche osservato che gli studi cinematografici devono sempre più confrontarsi con gli interessi dei grandi protagonisti della tecnologia, richiamando il caso di Quarto potere, film che oggi, a suo avviso, avrebbe probabilmente più difficoltà a essere realizzato.


Tra realtà e finzione

Il progetto ha inoltre incrociato un episodio finanziario rilevante: a febbraio Amazon aveva annunciato un investimento da 50 miliardi di dollari in OpenAI, all’interno di una partnership sul settore delle infrastrutture digitali. Pochi mesi dopo, con Artificial quasi completato e già sottoposto a un primo pubblico, Amazon MGM ha deciso di separarsene.

Il regista ha respinto l’idea di un semplice scontro personale e ha ricordato di aver lavorato cinque volte con Amazon, sempre in buoni rapporti. A proposito del possibile conflitto di interessi ha detto: «È una cosa che esiste da quando esiste il mondo e noi italiani ne sappiamo qualcosa».

Secondo Guadagnino, molti dialoghi derivano da frasi realmente pronunciate durante la crisi di OpenAI e il materiale è stato controllato dagli avvocati. Anche la scena in cui Sutskever propone di proseguire senza Altman, mentre i dipendenti domandano cosa accadrà a premi e partecipazioni azionarie, sarebbe dunque basata su fatti reali.

Garfield, dal canto suo, ha raccontato in televisione di aver smesso di usare ChatGPT una volta concluse le riprese. Artificial arriverà così al pubblico dopo essere passato da un divorzio produttivo, numerosi rifiuti e una polemica già esplosa prima della prima visione nelle sale.

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