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Lifestyle 4 min di lettura3 ore fa

Ariete, la nuova ripartenza: sette concerti e un disco sulla casa

Dopo una pausa di due anni e mezzo, Ariete torna con Tutti tornano a casa, un album nato tra terapia, amicizie, impegno civile e nuove collaborazioni

Ariete ricomincia dai locali, con sette appuntamenti fissati tra il 7 novembre e l’11 dicembre. Dopo quasi tre anni lontana dai palchi, la cantante considera questa dimensione la più adatta per ritrovare il pubblico e presentare Tutti tornano a casa, il nuovo album in uscita il 2 ottobre.


La ripartenza passa dai locali

Il calendario si apre all’Atlantico di Roma il 7 novembre e comprende anche l’Alcatraz di Milano, il 19 novembre, fino all’appuntamento conclusivo dell’11 dicembre al Palatour di Bitritto. La scelta di spazi più raccolti, spiega Ariete, non nasce dal desiderio di rendere tutto più intimo, ma dalla necessità di riprendere gradualmente contatto con la dimensione dal vivo.

«Dopo quasi tre anni le persone devono anche riabituarsi al mio nome, alla mia dimensione dal vivo», ha spiegato. Lo spettacolo avrà luci tenui e un allestimento essenziale; in scaletta torneranno Mare di guai, L’ultima notte, Pillole e Mille guerre, mentre Amianto, finora proposta soltanto con voce e chitarra, verrà trasformata negli arrangiamenti.


Le nuove canzoni cambiano direzione

Nel disco trovano posto collaborazioni con Fulminacci, Angelina Mango e Nayt. Mano nella mano è nata con Fulminacci dopo molte ore trascorse insieme lontano dallo studio, tra serate, vacanze in Puglia e frequentazioni quotidiane a Roma; Che bella vita, pubblicata ad agosto, è invece il risultato del lavoro con Angelina Mango.

Anche Tachicardia ha richiesto tempo: il brano, legato alla scomparsa di una persona cara, è rimasto fermo per oltre un anno prima di sbloccarsi grazie all’intervento di Nayt. Quando la luna si accende, con prima stanza a destra introduce inoltre chitarre riverberate ispirate ai Beach House, una sonorità finora poco esplorata da Ariete.


Un titolo nato dopo un concerto

L’idea di Tutti tornano a casa è arrivata osservando il pubblico al termine di un concerto di James Blake a Roma. Le persone, fino a pochi minuti prima unite nello stesso spazio, si sono disperse verso treni, aerei e abitazioni diverse: da quella scena è nata una riflessione sulle vite sconosciute che si incrociano e sulla necessità di tornare, ogni volta, in un luogo protetto.

Per Ariete, però, “casa” non indica soltanto l’abitazione d’origine. Può coincidere con i nonni, con un viaggio verso Londra, con l’abbraccio di un partner o con qualunque spazio in cui sentirsi al sicuro. Il concetto richiama anche la parola “sonder”, usata per descrivere la consapevolezza che ogni estraneo incontrato porta con sé una storia complessa quanto la propria.


Roma resta dentro il racconto

La capitale attraversa molte tracce dell’album, soprattutto Mano nella mano. Ariete e Fulminacci vivono a pochi minuti di distanza e nell’ultimo anno e mezzo si sono visti con grande frequenza. Il brano prende spunto da un bar del centro frequentato dalla cantante, dove una vicina reagiva al rumore con urla e secchiate d’acqua: nella canzone quell’episodio è diventato una scena più tenera e romanzata.

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Anche l’apertura del disco porta con sé un’immagine precisa. L’alveare, destinata ad aprire anche i concerti, parte dalla paura suscitata dall’ape e arriva alla sua capacità di muoversi senza sapere quando finirà il proprio viaggio. Il finale richiama invece il sole di marzo, mese della nascita di Ariete e simbolo di una partenza che continua nonostante l’incertezza.


La solitudine come conquista

Il ritorno alla vita quotidiana ha avuto per Ariete anche una forma concreta: un appartamento a Roma arredato secondo i propri gusti. Per la prima volta si è ritrovata a vivere senza il gruppo di persone che l’aveva accompagnata fin dagli inizi della carriera, quando cercava compagnia anche per le attività più semplici.

Il percorso con la psicologa ha avuto un ruolo importante in questo passaggio. «Ho imparato che la mia casa sono io», ha raccontato, collegando questa consapevolezza anche alla traccia conclusiva, Seduta n.65: il numero corrisponde agli incontri affrontati in terapia.


Tre anni dopo La notte

Tutti tornano a casa arriverà il 2 ottobre per Bomba Dischi, a tre anni da La notte. Quel lavoro aveva portato Ariete nei palasport nell’autunno del 2023, quando a 21 anni era diventata la più giovane cantante italiana a esibirsi in quei grandi spazi.

Prima di allora c’erano stati il provino a X Factor, interrotto ai Bootcamp, la cameretta di Anzio, il successo di L’ultima notte, certificato con il triplo platino, e la partecipazione a Sanremo con Mare di guai. Dopo il tour dell’estate 2024, la cantante si è fermata per due anni e mezzo, periodo che oggi descrive come un ritorno all’esistenza ordinaria dei 23 e 24 anni.


Amore, politica e una nuova spinta

Rivoluzione è pensata come una canzone d’amore più ampia delle altre. Racconta quel sentimento che, quando arriva da giovani, può sembrare irripetibile, lasciando aperta la possibilità che diventi un ricordo doloroso oppure il legame con cui costruire una famiglia. La prima strofa prende spunto dal film Se mi lasci ti cancello e dalla passione dell’artista per Letterboxd, piattaforma dove annota i film visti.

Il titolo ha anche un significato politico. Ariete racconta di essere cresciuta in una famiglia attenta a questi temi e di aver partecipato già a 16 anni ad attività sulla cultura LGBT. Dopo le discussioni nate nel 2023 per alcune parole rivolte a Giorgia Meloni dal palco di Sanremo, oggi affida ai ragazzi che la seguono un invito a non accontentarsi: fare della propria vita una rivoluzione.

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