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Lifestyle 2 min di lettura1 ora fa

Antonin Baudry racconta De Gaulle tra ironia e resistenza

Il film ha superato 5 milioni in Francia e sarà distribuito in Italia nel 2027 dopo la presentazione romana

Antonin Baudry ha presentato a Roma la prima parte di “La Bataille de Gaulle”, dedicata alla nascita della Resistenza francese. Il film, incentrato sul generale Charles de Gaulle, arriverà nelle sale italiane nel 2027.

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Un eroe fuori dagli schemi

Secondo il regista, De Gaulle non corrisponde al modello dell’eroe tradizionale. Fu un militare costretto a lasciare il proprio Paese, si oppose al governo francese e costruì intorno alla Francia Libera un progetto che molti consideravano irrealistico.

“De Gaulle è un eroe unico e non convenzionale”, ha spiegato Baudry durante l’incontro romano. Il generale, ha aggiunto, rifiutava l’idea di una Francia sconfitta e continuava a comportarsi come se la resa non fosse mai stata possibile.


La fuga a Londra e la Resistenza

La prima parte del film prende avvio nel giugno 1940, dopo l’armistizio con la Germania firmato dal governo guidato da Philippe Pétain. De Gaulle decide di non arrendersi, raggiunge Londra e si misura con Winston Churchill, cercando poi di riunire intorno alla sua causa militari, studenti e giovani resistenti.

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La storia attraversa diversi luoghi, dalla Francia all’Inghilterra fino all’Africa, seguendo il tentativo del generale di convincere persone molto diverse che la guerra non fosse ancora perduta. In Francia il film ha incassato 5 milioni di euro.


Il paragone con Don Chisciotte

Baudry ha accostato il protagonista a Don Chisciotte per il suo rapporto con una realtà che sembra smentire ogni sua convinzione. “De Gaulle dice a Churchill: la Francia non ha capitolato”, ha raccontato il regista, sottolineando la determinazione con cui il generale trasformò una visione ritenuta folle in un progetto concreto.

Il film propone così un ritratto severo ma anche umano e ironico, mostrando un uomo capace di insistere contro ogni previsione. Per Baudry, la vicenda conserva un significato attuale: può ricordare che la realtà non è sempre immutabile e che la speranza può diventare una forma di azione.

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