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Amore e politica, Cozzolino: contano i valori condivisi

Il problema nasce quando il dissenso tocca diritti, figli, guerra e rispetto reciproco, non dalla semplice appartenenza politica.

Avere orientamenti politici opposti non impedisce a una coppia di restare insieme, ma richiede rispetto e confronto senza disprezzo.

Il problema può emergere quando ogni discussione si trasforma in un attacco personale. Insulti, ironie e accuse di ignoranza finiscono per danneggiare il rapporto più delle idee diverse.

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Quando il confronto ferisce

Secondo Marinella Cozzolino, psicoterapeuta e sessuologa clinica, il primo aspetto da osservare è il modo in cui i partner litigano. Se il telegiornale, una notizia o una scelta politica diventano occasioni per rinfacciarsi sempre le stesse colpe, la difficoltà riguarda ormai la gestione del conflitto nella coppia.

Ridicolizzare le convinzioni dell’altro, attribuirgli cattive intenzioni o trattarlo come incapace di capire la realtà crea una distanza emotiva difficile da colmare. Rispettare chi abbiamo scelto non significa rinunciare alle proprie idee: vuol dire separare il disaccordo dal disprezzo.


I valori oltre il voto

La compatibilità non dipende dall’appartenenza allo stesso partito. Più importante è riconoscersi su alcuni principi che orientano la vita quotidiana: l’educazione dei figli, la tutela dei diritti, la libertà individuale, la solidarietà, il rapporto con l’ambiente e il giudizio sulla guerra.

Quando una divergenza riguarda convinzioni profonde, non si tratta più di una semplice preferenza elettorale. Se uno dei due considera essenziale che ogni persona possa vivere liberamente e sposare chi ama, mentre l’altro rifiuta questo principio, la distanza coinvolge l’immagine stessa che i partner hanno l’uno dell’altra.

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Dalla teoria alle esperienze

Per rendere il dialogo meno astratto, Cozzolino suggerisce di collegare le posizioni politiche alle conseguenze concrete sulle persone. Parlare di una situazione immaginando che possa riguardare il partner o un figlio aiuta a lasciare da parte gli slogan e a riconoscere le emozioni coinvolte.

Lo stesso esercizio può essere applicato ai temi dell’accoglienza e dell’immigrazione: provare a immaginarsi costretti a lasciare il proprio Paese permette di osservare la questione da un punto di vista diverso. Questo passaggio può favorire l’empatia, senza obbligare nessuno a cambiare opinione.


Quanto pesa la politica

La distanza tra i partner va valutata anche in base allo spazio che la politica occupa nella loro identità. C’è chi segue il dibattito pubblico soltanto in modo occasionale e chi, invece, partecipa attivamente, prende posizione e considera quei temi parte integrante della propria vita.

Un paragone simile, spiega la psicoterapeuta, vale per la religione: per qualcuno è un riferimento culturale ricevuto dalla famiglia, per altri guida le decisioni di ogni giorno. Se la politica resta un interesse marginale per entrambi, le differenze possono diventare un’occasione di curiosità reciproca. Quando assume un peso identitario molto forte, il dialogo diventa più impegnativo e l’assenza di valori condivisi può mettere sotto pressione la relazione.

Marinella Cozzolino ha scritto “Sesso. Domande e risposte” e “Delitti familiari. Quando l’amore diventa tragedia”. È inoltre l’ideatrice delle Carte Scoperte – Psychological Game, un gioco composto da 52 domande per aiutare le persone a parlarsi, ascoltarsi e conoscersi, disponibile anche per ragazzi dagli 8 ai 16 anni.

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