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Lifestyle 3 min di lettura13 ott

Allevi e il dolore per Stella: la musica che riporta alla vita

Il compositore dedica alla sorella Maria Stella la nuova sinfonia, in arrivo a Milano il 14 ottobre dopo gli anni segnati dalla malattia e dal lutto.

Il rimpianto più grande di Giovanni Allevi non riguarda la musica, ma una frase rimasta inespressa: non aver detto alla sorella Maria Stella quanto le volesse bene. Da questa ferita è nata una nuova composizione, *Lost Time Simphony*, che il pubblico italiano ascolterà per la prima volta il 14 ottobre alla Sala Verdi del Conservatorio di Milano.

La sinfonia sarà eseguita dalla NWD Philharmonie sotto la direzione di Jonathan Bloxham. Per Allevi, il brano rappresenta il passaggio attraverso il dolore e il ritorno a una memoria più luminosa, legata agli anni dell’infanzia e al rapporto con la sorella maggiore.

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Una musica nata dal buio

La diagnosi di mieloma era arrivata il 2 giugno, mentre il compositore si trovava a Vienna. Poco più di un mese dopo, nel 2022, Maria Stella è morta suicida. Due eventi ravvicinati che hanno segnato profondamente Allevi e che hanno trovato una forma musicale nella sua ultima sinfonia.

In un’intervista, il compositore ha descritto quel periodo come un passaggio improvviso nella parte più aspra dell’esistenza. La musica, ha spiegato, nasce da quella sofferenza ma non vi rimane imprigionata: dopo l’intensità iniziale, lascia spazio al ricordo dell’infanzia. Allevi ha definito la composizione «un urlo di dolore».

Il percorso psicoterapeutico lo ha aiutato a riemergere da quella fase. Nonostante il dolore fisico cronico, l’incertezza per il futuro e la perdita della sorella, oggi dice di sentire un attaccamento alla vita mai sperimentato prima. «Sono uscito da questo buio con un amore sconfinato per la vita», ha raccontato.


Il legame con Maria Stella

Maria Stella non era soltanto la sorella maggiore di Giovanni. Diplomata al Conservatorio, suonava il pianoforte e Beethoven; in seguito aveva scelto l’insegnamento del Diritto all’Istituto Agrario Ulpiani di Ascoli Piceno. Era inoltre appassionata di filosofia, bioetica, Baudelaire e letteratura.

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Quando Allevi si ammalò, fu tra le prime persone a incoraggiarlo. Il loro rapporto era stato costruito anche attraverso la musica: da bambino, il compositore osservava il pianoforte di casa, che veniva chiuso a chiave e affidato soltanto allo studio della sorella. Quella limitazione alimentò la sua curiosità e contribuì ad avvicinarlo allo strumento.

Allevi ha scelto di non rendere pubbliche le ragioni del suicidio di Maria Stella. La famiglia, dopo la scomparsa, comunicò soltanto che la donna aveva affrontato nell’ultimo anno un percorso clinico delicato. Aveva 57 anni e fu trovata senza vita dal fratello minore Bruno nella seconda abitazione di Ascoli Piceno; viveva a Roseto degli Abruzzi con il marito Ercole Di Felice, carabiniere, ma si era trasferita temporaneamente perché l’uomo aveva contratto il Covid.


Dal lutto al ritorno in scena

Il ricordo di Maria Stella attraversa anche *Back To Life*, il film del 2025 dedicato al ritorno di Allevi sulle scene dopo la malattia e il periodo più difficile della sua vita. Durante la presentazione alla Festa del Cinema di Roma, il musicista le aveva rivolto un messaggio commosso: «Stellina, questo film è per te».

In quell’occasione aveva ricordato il ruolo della sorella nella propria formazione e nella propria vita, definendola una guida e una presenza sempre vicina. La nuova sinfonia aggiunge ora un altro capitolo a quel tributo: non il racconto delle circostanze della morte, che Allevi ha scelto di custodire nel privato, ma la trasformazione del dolore in suono.

Resta, nelle parole del compositore, un solo rimpianto: «Non aver detto a mia sorella “ti voglio bene”». È da questa frase non pronunciata che prende forma il significato più intimo della composizione attesa a Milano.

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