Allende racconta Paula, la scrittura e l’amore che finisce
A 84 anni la scrittrice presenta La parola magica e ripercorre famiglia, creatività, politica e desiderio
Isabel Allende ha scritto La parola magica, un libro dedicato alla scrittura che intreccia consigli agli aspiranti autori e ricordi personali. A 84 anni, la scrittrice cilena ripercorre anche il dolore per la perdita della figlia Paula, il rapporto con la madre, l’amore, il sesso e la politica.
Paula morì a 29 anni nel 1992, dopo una lunga malattia. Allende conserva una sua fotografia davanti allo specchio del bagno e, tre volte al giorno, le rivolge un saluto: «Ciao Paula. Buonanotte».
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Il libro tra memoria e scrittura
La parola magica arriva dopo 32 libri, a partire da La casa degli spiriti. Il volume nasce come una guida per chi vuole scrivere romanzi, ma diventa anche un dialogo aperto dell’autrice con sé stessa e con i suoi lettori.
Allende, la scrittrice di lingua spagnola più letta al mondo con 80 milioni di lettori, racconta il proprio metodo senza seguire un modello rigido. Durante la stesura procede liberamente, accetta gli errori e interviene con due o tre revisioni prima di consegnare il testo alla sua agente.
Il pubblico ha accolto il libro anche oltre la cerchia degli appassionati di narrativa. Secondo quanto riferito dall’autrice, molti lettori hanno apprezzato i passaggi dedicati alla creatività e all’ispirazione, applicabili anche alla vita quotidiana.
Le persone nei suoi romanzi
La figlia Paula è stata ricordata in due libri, Paula e Per Paula. La madre Francisca, chiamata in famiglia Panchita, ha invece ispirato Violeta e compare in diverse altre opere della scrittrice.
Allende ha spiegato di non sentirsi esposta quando racconta aspetti intimi della propria esistenza. La madre la invitava a essere più riservata, ma lei rispondeva: «Quello che ti rende vulnerabile sono i segreti che mantieni, non le cose che racconti».
L’autrice sostiene di dimenticare quasi tutto ciò che scrive una volta terminato un libro. Ha però corretto una convinzione espressa in D’amore e ombra: non considera più la paura il sentimento più potente, perché per lei l’amore, soprattutto quello di una madre, può muovere le persone più di ogni altra emozione.
Dalla madre al sogno con Banderas
Un episodio raccontato nel libro riguarda la visita a un negozio per adulti insieme alla madre. Allende stava lavorando ad Afrodita, testo dedicato agli afrodisiaci, quando Francisca arrivò a San Francisco in condizioni molto difficili e dovette scendere dall’aereo su una sedia a rotelle.
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Dopo l’incontro con uno psichiatra e l’inizio di una terapia, la donna cominciò a stare meglio. Nel negozio, madre e figlia risero osservando gli oggetti esposti: per Allende, quella giornata segnò l’avvio della sua ripresa.
Nel colloquio la scrittrice ha anche ricordato Antonio Banderas, conosciuto quando entrambi erano più giovani e presente in due film tratti dai suoi lavori. Ha raccontato di aver avuto una cotta per lui e di averlo sognato nudo su una tortilla messicana, con guacamole e salsa, prima di arrotolarlo e mangiarlo. Non gli ha mai riferito quel sogno.
Politica, donne e amore
Parlando delle accuse di stupro di gruppo alla Cornell University, Allende ha indicato nell’impunità il problema principale. A suo giudizio, nelle confraternite universitarie frequentate da giovani privilegiati manca spesso un’assunzione di responsabilità, mentre gli atenei tendono a evitare il problema.
La scrittrice ha ricordato anche una sua amica, aggredita sessualmente due volte all’università e scoraggiata dal denunciare per il timore di essere accusata di aver provocato la violenza. Ha detto di essere molto preoccupata per gli Stati Uniti e per la loro democrazia, attribuendo a Donald Trump gravi danni al Paese e riponendo speranze nelle elezioni di metà mandato.
Il riferimento alla propria esperienza cilena accompagna il giudizio sull’attualità americana. Allende ha ricordato i 17 anni di dittatura seguiti al colpo di Stato del 1973 e ha osservato che la democrazia, come la buona salute, viene apprezzata pienamente soltanto dopo averla perduta.
Allende rifiuta inoltre le definizioni di «letteratura femminile» e «letteratura femminista», perché considera ogni aggettivo una forma di ridimensionamento. Ha raccontato che il gruppo degli autori del boom latinoamericano, compresi García Márquez e Vargas Llosa, era dominato dagli uomini e funzionava come un circolo chiuso, poco accessibile alle scrittrici.
La scrittrice ha infine ricordato il rapporto con il marito, che in passato aveva definito il suo amante, quando i due non erano ancora sposati. Sul sentimento amoroso ha una posizione netta: può spegnersi anche senza una causa precisa, semplicemente perché ha esaurito il proprio tempo.
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