Al Trullo la memoria esce dagli schermi: poesie e arte al mercato
Nel mercato rionale di Roma i box inutilizzati diventano laboratori aperti, dove abitanti e artisti costruiscono insieme opere legate alla storia del quartiere.
Non tutto ciò che merita di essere ricordato passa da uno schermo. Al Mercato del Trullo, a Roma, poesie conservate in casa, oggetti abbandonati e volti della quotidianità diventano materia per quattro opere collettive, realizzate insieme agli abitanti e ai visitatori.
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I ricordi prendono forma
Il progetto è la seconda edizione de Il Mercato dell’Arte, iniziativa ideata da A.S.A.P.Q. e curata da Alessandra Muschella. Fino a venerdì 23 ottobre, alcuni box non più utilizzati dello storico spazio di Via del Trullo 297 ospitano artisti e attività aperte al pubblico, accanto alla normale vita del mercato.
Con La poesia nel cassetto, Mario D’Amico, fondatore dei Pittori Anonimi del Trullo, raccoglie i testi scritti da genitori e nonni e rimasti per anni nei cassetti o nei bauli di famiglia. I versi saranno trasferiti su mattonelle, con l’obiettivo di portarli fuori dalle abitazioni e inserirli nei muri del quartiere.
Quattro opere, un quartiere
Il programma coinvolge anche Maya Parvanova, che nel laboratorio Impronte invita i partecipanti a lasciare il segno delle proprie mani nell’argilla, destinata a comporre vasi realizzati in modo condiviso. La compagnia Divisoperzero, invece, lavora a Trovatelli, trasformando materiali recuperati e oggetti dimenticati in sculture costruite sotto gli occhi dei passanti.
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Il collettivo Molecole completa il percorso con Ecosistema Mercato, un racconto per immagini dedicato alle persone, alle merci e alle vicende che attraversano ogni giorno quei banchi. La presentazione delle quattro opere terminate è prevista sabato 24 ottobre alle 18.
Un laboratorio dentro la vita quotidiana
Secondo Alessandra Muschella, il progetto vuole ridare significato a spazi comuni rimasti vuoti e trasformarli in luoghi di ricerca artistica legati all’identità locale. La direttrice artistica sottolinea inoltre che gli autori non si limitano a lavorare nei box, ma entrano in relazione con commercianti e residenti per costruire interventi pensati appositamente per il quartiere.
I locali restano accessibili dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 14, fino al 23 ottobre. L’iniziativa propone così un’esperienza in cui la memoria non viene affidata alla rapidità dei contenuti digitali, ma torna a circolare attraverso mani, oggetti, parole e incontri tra le persone.
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