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Lifestyle 3 min di lettura1 ora fa

Adrenalina, in Italia arriva lo spray nasale anti-anafilassi

Il dispositivo EURneffy è destinato per ora a chi pesa almeno 30 chilogrammi e presenta rischio di reazioni gravi

In Italia è disponibile EURneffy, il primo spray nasale di adrenalina destinato alle emergenze anafilattiche. Il dispositivo offre un’opzione senza ago alle persone esposte a reazioni allergiche potenzialmente letali.

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Anafilassi, i numeri in Italia

L’anafilassi può insorgere rapidamente dopo il contatto con alimenti, farmaci o sostanze rilasciate dalle punture di insetti. La reazione può interessare la respirazione e la circolazione, provocando gonfiore alla lingua o alla gola, vertigini, debolezza, difficoltà respiratorie e un abbassamento della pressione. Orticaria, arrossamenti e disturbi gastrointestinali possono comparire, ma non sono sempre presenti.

Quando la compromissione circolatoria diventa grave si parla di shock anafilattico. In Italia, secondo i dati della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica, si verificano ogni anno circa 10mila episodi di anafilassi e 60 persone muoiono.

«Le reazioni anafilattiche sono reazioni allergiche generalizzate che si manifestano all’improvviso e che possono portare a morte se non prontamente trattate», ha spiegato Mario Di Gioacchino, past president della SIAAIC e consulente senior del Synergo – Institute of Clinical Immunotherapy and Advanced Biological Treatments di Pescara.

L’adrenalina è il trattamento iniziale indicato nell’emergenza. Il farmaco contrasta la dilatazione dei vasi sanguigni, contribuisce a rialzare la pressione e facilita l’apertura delle vie respiratorie. Antistaminici e cortisonici non possono sostituirla nella fase acuta.


Perché l’iniezione viene ritardata

La somministrazione dell’adrenalina non avviene sempre con la necessaria rapidità. Paura dell’ago, agitazione e incertezza nell’impiego dell’autoiniettore possono indurre il paziente o chi lo assiste ad aspettare anche nove minuti.

Vincenzo Patella, presidente della SIAAIC e direttore dell’Unità operativa complessa di Medicina interna dell’Azienda sanitaria di Salerno, ha riferito che «tra il 25% e il 60% dei pazienti rifiuta di iniettarsi la molecola». Gli studi citati dalla società scientifica indicano inoltre che riceve il farmaco nei tempi corretti soltanto il 7% degli adulti e il 21% dei bambini.

Tra i ragazzi può pesare anche l’imbarazzo di praticare un’iniezione davanti ad altre persone. In altri casi l’autoiniettore non viene acquistato, non è sostituito alla scadenza oppure non viene portato con sé, riducendo la possibilità di intervenire subito.

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Come si usa EURneffy

EURneffy contiene epinefrina, il principio attivo comunemente chiamato adrenalina, e si presenta come un dispositivo monodose da applicare nella narice. L’assorbimento attraverso la mucosa nasale consente di evitare l’ago e, secondo gli specialisti, può ridurre alcuni ostacoli che portano a rinviare il trattamento.

L’autorizzazione europea si basa su studi sull’assorbimento del farmaco e sulle risposte fisiologiche, messe a confronto con quelle dell’adrenalina iniettata. Non sono invece stati svolti test comparativi durante episodi reali di anafilassi grave, per ragioni etiche e pratiche. Lo spray è quindi un’alternativa autorizzata, ma non è stato dimostrato superiore agli autoiniettori.


A chi è destinato il dispositivo

La formulazione da 2 milligrammi commercializzata attualmente in Italia può essere prescritta alle persone che pesano almeno 30 chilogrammi. L’indicazione riguarda le emergenze provocate da alimenti, punture o morsi di insetti, medicinali e altri allergeni, compresi i casi senza causa identificata o legati all’attività fisica.

Il prodotto non è pensato per la rinite allergica comune né per manifestazioni lievi. Spetta al medico valutare la storia clinica, il rischio individuale di anafilassi e l’adeguatezza della somministrazione nasale.


Conservazione e durata

La confezione ha una durata di conservazione di 30 mesi, superiore a quella indicata per alcuni autoiniettori, che devono essere rimpiazzati dopo 18 mesi dalla produzione. Il dispositivo non necessita di particolari condizioni ambientali, purché siano rispettate le istruzioni del foglio illustrativo.

La data di scadenza va comunque controllata e il farmaco prescritto deve essere conservato correttamente. La novità è stata presentata dalla SIAAIC durante il congresso nazionale di Salerno del 22 ottobre 2026.

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