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Lifestyle 2 min di lettura2 giorni fa

Aborto, il fondo che supera i muri burocratici: come chiedere aiuto

Medici dal Mondo ha attivato un sostegno economico e una linea gratuita per accompagnare chi incontra ostacoli amministrativi o finanziari nell’accesso all’IVG.

Per ricevere informazioni e orientamento sull’interruzione volontaria di gravidanza è disponibile una Help Line gratuita, attiva in tutta Italia. Il servizio offre indicazioni sulle strutture, supporto nel percorso e consulenza sui diritti sessuali e riproduttivi: si può chiamare il 3346307636, dal lunedì al giovedì dalle 10.00 alle 16.00, oppure scrivere a helpline@medicidelmondo.it.

L’iniziativa si affianca a un fondo già operativo, pensato per evitare che le difficoltà economiche o documentali blocchino l’accesso alle cure. «Il fondo, come la Help Line e la nostra presenza sul territorio, non nascono per sostituire il Servizio Sanitario Nazionale, ma per evitare che persone già in condizioni di vulnerabilità restino escluse da un diritto fondamentale», ha spiegato Eva Pinna, Coordinatrice medica di Medici del Mondo Italia.


Quando la burocrazia diventa un ostacolo

In Italia il riconoscimento del diritto all’aborto attraverso la legge 194 non garantisce automaticamente la possibilità di usufruirne. Residenza non disponibile, tessera sanitaria non valida, documenti in attesa o difficoltà linguistiche possono rallentare un percorso nel quale il fattore tempo ha un peso decisivo.

A questo si aggiungono i costi. Per chi non può contare sull’assistenza sanitaria o deve rivolgersi a una struttura lontana, un intervento può arrivare a costare 1100 o 1300 euro; una somma del genere rischia di trasformare una prestazione prevista dalla legge in una scelta impraticabile. «Ogni storia che accompagniamo racconta lo stesso paradosso: il diritto esiste sulla carta, ma si ferma davanti a una residenza persa, a una tessera sanitaria scaduta, a una barriera linguistica, alla mancanza di denaro», ha affermato Pinna.


Tre storie dietro il sostegno

Irina, nome di fantasia, è una cittadina ucraina residente in Polonia arrivata in Italia per interrompere la gravidanza. Poiché era entrata con un visto turistico, avrebbe dovuto attendere 90 giorni prima di ottenere il codice STP necessario all’accesso gratuito; non potendo aspettare, ha sostenuto la procedura farmacologica con l’aiuto del fondo.

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Laura ha invece scoperto di essere incinta dopo la revoca della residenza da parte dell’ex compagno. Priva di quella registrazione, non risultava coperta dal Servizio Sanitario Nazionale e l’ospedale le aveva prospettato una spesa di 1100 euro per l’intervento chirurgico. Amina, studentessa iscritta a un ateneo italiano e titolare di un visto per studio, si è sentita negare il codice STP; l’attivazione della rete locale e il versamento per l’iscrizione volontaria al SSN le hanno permesso di accedere alle cure.


Cosa copre il fondo

Medici dal Mondo ha presentato il progetto in occasione della Giornata Internazionale per l’Aborto Sicuro. Le risorse possono essere utilizzate per i trasferimenti, per le prestazioni mediche e, nel caso di persone straniere, per pagare l’adesione volontaria al Servizio Sanitario Nazionale, così da ottenere l’accesso ai servizi sanitari alle stesse condizioni delle cittadine italiane.

L’organizzazione collega la nascita del fondo alle difficoltà rilevate negli anni sul territorio. L’obiettivo dichiarato è affiancare chi rischia di restare escluso, continuando nello stesso tempo a segnalare le disuguaglianze burocratiche, organizzative e politiche che rendono disomogeneo l’accesso all’interruzione di gravidanza.

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