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Lifestyle 2 min di lettura56 min fa

660mila adolescenti a rischio: la sfida di Achille Lauro a Zagarolo

La Fondazione Madre ha avviato i lavori per una comunità terapeutica destinata ai giovani in difficoltà, con apertura prevista nel settembre 2027.

Dietro il disagio adolescenziale ci sono famiglie spesso lasciate senza strumenti e servizi capaci di intervenire in tempi rapidi. In Italia, più di 660mila studenti tra i 15 e i 19 anni si troverebbero in una situazione vicina alla dipendenza; tra i giovani alle prese con problemi legati alle sostanze, circa uno su due presenta anche disturbi psichiatrici.

Per rispondere a questa emergenza, Achille Lauro ha scelto di affiancare alla musica un progetto sociale destinato ai ragazzi più fragili. A Zagarolo, vicino a Roma, sono iniziati i lavori di Casa Ragazzi Madre, una comunità terapeutica residenziale che dovrebbe accogliere i primi ospiti nel settembre 2027.

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La solitudine delle famiglie pesa

Chi vive accanto a un adolescente in difficoltà deve spesso orientarsi tra servizi non coordinati, attese prolungate e risposte sanitarie frammentarie. Il risultato è che l’aiuto può arrivare quando la situazione è già diventata critica, lasciando genitori e familiari senza un punto di riferimento stabile.

La nuova struttura nasce proprio con l’obiettivo di offrire un ambiente protetto in cui affrontare sia le dipendenze sia le fragilità psicologiche e sociali. L’idea è costruire una comunità fondata sull’ascolto e sulla relazione, restituendo ai giovani la possibilità di sentirsi accolti e di ripartire.


Una casa per ricominciare

La Fondazione Madre è stata costituita nel 2025 da Achille Lauro e dall’imprenditore Andrea Marchiori. Casa Ragazzi Madre rappresenta il primo progetto concreto dell’organizzazione: non soltanto un luogo di cura, ma uno spazio pensato per accompagnare i ragazzi nella vita quotidiana.

La sede comprenderà aree dedicate alla convivenza, laboratori ricreativi e spazi all’aperto con campi da gioco. Questi ambienti dovrebbero aiutare gli ospiti a riappropriarsi del proprio tempo e a recuperare abitudini, relazioni e interessi messi in secondo piano dalla sofferenza.

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Un’équipe seguirà ogni percorso

Il sostegno sarà affidato a un gruppo composto da psicologi, psichiatri, educatori, assistenti sociali e operatori socio-sanitari. Le diverse competenze serviranno a definire interventi personalizzati, capaci di occuparsi della fase più acuta e, insieme, del percorso successivo.

L’accompagnamento non si limiterà alla gestione dell’emergenza. Ai ragazzi verranno forniti strumenti emotivi, pratici e relazionali per affrontare il futuro, ricostruire gradualmente la fiducia in se stessi e recuperare una maggiore autonomia.


Da Zagarolo a un modello nazionale

La Fondazione Madre guarda già oltre la struttura laziale. L’obiettivo è trasformare l’esperienza di Zagarolo in un progetto pilota replicabile in altre zone d’Italia, soprattutto nei territori dove mancano comunità e servizi adeguati per i giovani.

Il modello punta a riunire professionalità diverse, risorse private e sensibilità provenienti anche dal mondo artistico. In questo modo, Casa Ragazzi Madre aspira a diventare un punto di riferimento per chi oggi cerca protezione e per le famiglie che hanno bisogno di un sostegno concreto.

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