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Economia 1 min di lettura23 set

Un uomo contro un robot: a San Francisco il match che nessuno aveva previsto

L’evento di MMA del 18 settembre è nato da un’idea proposta da Frankie LaPenna, ma l’azienda REK lo ha poi obbligato a presentarsi con protezioni e guanti speciali.

La sfida di San Francisco non era affatto nei piani iniziali di REK. A raccontarlo è stato Cix Liv, amministratore delegato della società, spiegando che l’ipotesi di mettere di fronte un essere umano e un robot non era stata programmata dall’azienda.


La richiesta è arrivata da LaPenna

Secondo Liv, a farsi avanti per primo sarebbe stato Frankie LaPenna, che avrebbe avanzato la proposta circa due mesi prima dell’incontro. Il tiktoker americano, protagonista del match di arti marziali miste andato in scena venerdì 18 settembre, avrebbe quindi spinto per trasformare l’idea in un evento reale.

Quando la trattativa è partita, LaPenna non immaginava di dover usare un equipaggiamento particolare. Liv ha riferito che il creator aveva detto di non voler indossare alcuna protezione, ma l’azienda ha imposto una soluzione più prudente.


Casco, protezioni e guantoni speciali

Alla fine, durante il combattimento, LaPenna è salito sul ring con un set completo di protezioni. Indossava infatti un abbigliamento da motociclista, scelto per limitare i colpi più duri, oltre a guantoni da boxe modificati con tacchetti per ridurre i danni alle mani.

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Liv ha spiegato anche che, una volta visto il robot all’opera, lo stesso LaPenna avrebbe cambiato idea sulle cautele da adottare. Il dirigente ha raccontato: «Ma gli abbiamo detto che doveva farlo, e quando ha visto cosa poteva fare il robot, ha detto che ne voleva di più».

L’inedito incontro si è svolto a San Francisco ed è stato promosso da REK, azienda specializzata in combattimenti tra robot. A presentarlo come un primato assoluto era stato lo stesso LaPenna, definendolo come il primo scontro tra una persona e un robot alto un metro e ottanta.

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