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Economia 2 min di lettura40 min fa

Tobin tax, Assonime critica il raddoppio sulle azioni

L’aliquota sale dallo 0,2 allo 0,6%; associazioni e operatori chiedono modifiche durante l’esame parlamentare della manovra

Assonime contesta l’aumento della Tobin tax deciso dal governo nella manovra. L’aliquota sulle transazioni azionarie passerà dallo 0,2 allo 0,6%, con possibili effetti sugli investimenti e sulla competitività di Borsa Italiana.

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Le critiche delle associazioni

Stefano Firpo, direttore generale di Assonime, ha definito l’incremento «pesante» e in contrasto con l’obiettivo di rendere più dinamico il mercato italiano. Secondo l’associazione, l’intervento rischia di indebolire una piazza finanziaria che il governo intende rilanciare anche attraverso la riforma del Testo unico della finanza.

«Siamo contrari e delusi per un provvedimento sbagliato e di cortissimo respiro», ha aggiunto Firpo. La maggiore imposizione, viene osservato, potrebbe incidere sia sui risparmiatori sia sulle imprese quotate, aumentando il costo delle operazioni.

Anche Vincenzo Polidoro, presidente di AssoNEXT, ha chiesto che durante il passaggio parlamentare venga ricercato un punto di equilibrio. L’associazione delle piccole e medie imprese quotate teme conseguenze sull’attrattività del mercato e sugli investimenti destinati alle aziende italiane.


Quanto pesa per gli investitori

La Tobin tax si aggiungerà all’imposta del 26% applicata alle plusvalenze. Non riguarda invece gli ETF, le azioni di società italiane con sede legale all’estero e i titoli di imprese con una capitalizzazione inferiore a 500 milioni di euro.

L’impatto potrebbe riflettersi anche indirettamente sui risparmiatori. Una tassazione più elevata sugli istituti di credito, infatti, può incidere sul valore delle loro azioni, mentre gli investitori potrebbero orientare una parte delle operazioni verso altri mercati.

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Gettito e mercati esteri

Il governo difende la scelta ricordando i risultati ottenuti con il precedente intervento sulla tassa. Secondo le tabelle del Ministero dell’Economia e delle finanze, le entrate sono aumentate del 94% nei primi otto mesi, raggiungendo 917 milioni di euro.

L’esecutivo sostiene inoltre che non si sia verificata la fuga dal mercato ipotizzata dai critici. Il controvalore degli scambi su Borsa Italiana è però diminuito negli ultimi anni, indicando uno spostamento di parte dei flussi verso le piazze estere e una possibile riduzione degli introiti per l’industria italiana del risparmio gestito.


Il confronto sulla manovra

La decisione arriva insieme alla richiesta di 5 miliardi di euro a banche e compagnie assicurative. Il governo ha motivato le misure con la necessità di reperire risorse e mantenere sotto controllo i conti pubblici in una fase internazionale complessa.

Il tema sarà al centro della Giornata del Risparmio di venerdì 30 ottobre, alla quale parteciperanno il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, il presidente dell’Abi Antonio Patuelli e il ministro Giancarlo Giorgetti. Negli ultimi anni Giorgetti ha collegato la stabilità finanziaria e l’equilibrio dei conti alla crescita del risparmio e agli investimenti degli italiani nei titoli di Stato.

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