Tecnologia in caduta, Milano arretra: cosa muove i mercati
Le vendite sui titoli legati all’intelligenza artificiale pesano sulle Borse, mentre calano rendimenti obbligazionari e prezzo del gas
Il quadro dei mercati resta frammentato, con gli indici europei e quelli statunitensi privi di una direzione comune. A condizionare gli scambi è soprattutto la nuova ondata di vendite sui titoli tecnologici, alimentata dai dubbi sulla solidità degli investimenti destinati all’intelligenza artificiale.
Milano è tra le Piazze più penalizzate e cede lo 0,98%. Anche il comparto tecnologico europeo arretra con decisione, lasciando sul terreno il 4%.
Rowenta
-20% sugli aspirapolvere Rowenta
Il comparto tecnologico guida i ribassi
A Piazza Affari Technoprobe registra la flessione più pesante, pari al 13,4%. StM arretra del 7,9%, mentre Prysmian perde il 5,5%, in un contesto segnato dalla pressione generalizzata sulle società legate alla tecnologia.
L’andamento delle altre principali Borse europee è invece più equilibrato. Francoforte scivola dello 0,17%, mentre Parigi sale dello 0,62% e Londra dell’1,04%. Il movimento resta comunque inserito in una seduta caratterizzata dall’incertezza, condivisa anche da Wall Street.
Rendimenti in calo sui titoli di Stato
Dopo i recenti rialzi, i rendimenti dei titoli governativi tornano a ridursi. Il decennale italiano scende di quasi 13 punti base, portandosi al 4,42%; il titolo francese a dieci anni diminuisce di 14 punti base, al 4,73%, mentre il corrispondente tedesco lascia sul terreno 10 punti base, al 3,35%.
La distanza tra Btp e Bund si colloca poco sotto quota 107 punti base. Il calo dei rendimenti riguarda quindi i principali mercati obbligazionari europei, in una fase nella quale gli investitori seguono con attenzione l’evoluzione degli scambi azionari.
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Petrolio diviso, gas in flessione
Sul mercato energetico il petrolio procede in direzioni opposte. Il Wti guadagna l’1,24% e raggiunge 96,2 dollari al barile, mentre il Brent arretra dello 0,85%, a 105 dollari.
Il gas scende invece dell’1,11%. I contratti Ttf vengono scambiati a 86 euro per megawattora, confermando una seduta negativa per la materia prima.
L’euro recupera sul dollaro
Sul fronte valutario la moneta unica si rafforza nei confronti del dollaro. L’euro passa di mano a 1,1213 dollari.
Il movimento del cambio si inserisce in una giornata nella quale le Borse mostrano risultati divergenti, mentre obbligazioni, energia e titoli tecnologici seguono traiettorie differenti.
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