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Economia 1 min di lettura17 min fa

Tassi, la Bce conferma i livelli: depositi al 2,50%

Il Consiglio direttivo segnala pressioni dall’energia e deciderà riunione per riunione sulla base dei dati disponibili.

La Banca centrale europea ha lasciato invariati i tassi di interesse. Il deposito resta al 2,50%, il rifinanziamento principale al 2,65% e il prestito marginale al 2,90%.

La decisione, attesa dai mercati, arriva dopo due aumenti da 25 punti base effettuati nel 2026 e ricalca quella adottata il giorno precedente dalla banca centrale statunitense.

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I tre tassi restano invariati

Il Consiglio direttivo ha confermato il livello applicato ai depositi delle banche presso l’Eurosistema, mantenendo il tasso al 2,50%. Nessuna modifica anche per le operazioni principali di rifinanziamento, ferme al 2,65%.

Il tasso sui prestiti marginali rimane invece al 2,90%. Con questa scelta, l’istituto ha mantenuto l’orientamento già definito dopo i due interventi rialzisti decisi nel corso dell’anno.


Energia e crescita sotto pressione

L’aumento dei costi energetici continua a rappresentare il principale elemento di rischio. Secondo il Consiglio, “finora l’inflazione di fondo è rimasta sostanzialmente stabile” e le retribuzioni non hanno mostrato una reazione significativa.

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L’istituto ha però avvertito che un rincaro dell’energia più intenso e prolungato potrebbe spingere nuovamente verso l’alto l’inflazione. Gli effetti indiretti e quelli di secondo impatto rischierebbero inoltre di indebolire la crescita.


Decisioni legate ai dati

La Bce considera la propria posizione adeguata per gestire l’elevata incertezza del periodo. Nel comunicato, il Consiglio ha spiegato che “seguirà un approccio guidato dai dati”, senza fissare in anticipo il percorso delle prossime mosse.

Le decisioni sulla politica monetaria saranno quindi valutate singolarmente a ogni riunione. L’istituto continuerà a esaminare l’evoluzione dei prezzi dell’energia, dell’inflazione di fondo, delle retribuzioni e delle conseguenze sull’attività economica.

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