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Economia 1 min di lettura1 ora fa

Tar del Lazio, confermate le regole Agcom sulla visibilità

Il provvedimento riguarda dispositivi e interfacce: nove icone dovranno facilitare l’accesso ai servizi di interesse generale

Il Tar del Lazio ha respinto i ricorsi di Samsung Electronics, Google e Anitec-Assinform contro le regole Agcom sulla visibilità dei servizi televisivi e radiofonici di interesse generale. La decisione conferma le misure pensate per rendere più semplice trovare questi contenuti sulle piattaforme digitali.

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La decisione del tribunale

Il contenzioso riguardava la delibera 250/25/CONS, con cui Agcom ha stabilito i criteri per individuare i servizi da tutelare, i dispositivi interessati e le modalità di applicazione delle disposizioni.

Il provvedimento si basa sull’articolo 29 del Testo unico sui servizi di media audiovisivi. La norma considera l’accesso ai contenuti insieme agli strumenti utilizzati dal pubblico per cercarli e selezionarli, come interfacce, menu e schermate iniziali.


Nove icone nella schermata iniziale

Le linee guida prevedono che i servizi di interesse generale dispongano di un’adeguata evidenza sui dispositivi compatibili. Tra le misure indicate figura la presenza di nove icone nella schermata iniziale, così da ridurre i passaggi necessari per raggiungere i contenuti.

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Secondo i giudici amministrativi, la semplice disponibilità di un programma o di un servizio non assicura che gli utenti riescano davvero a individuarlo. Per questo assumono rilievo anche la posizione nell’interfaccia, la facilità di accesso e il numero di operazioni richieste.


La posizione di Confindustria Radio Televisioni

Confindustria Radio Televisioni ha accolto con favore la pronuncia. Antonio Marano, presidente dell’associazione, ha spiegato che il tema non riguarda più soltanto il numero dei contenuti presenti, ma la possibilità concreta per i cittadini di raggiungerli.

«Garantire un’adeguata visibilità ai servizi di interesse generale significa rafforzare il diritto a un’informazione affidabile, qualificata e indipendente», ha dichiarato Marano. Il Tar ha ritenuto che la disciplina possa bilanciare la tutela di questi servizi con gli interessi economici delle piattaforme e dei produttori di dispositivi, limitando gli effetti degli accordi commerciali sul loro posizionamento.

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