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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Stellantis, la Fiom alza la posta: chiesti 1.000 euro ai lavoratori

A Roma azienda e sindacati discutono crisi produttiva, cassa integrazione e futuro degli stabilimenti italiani.

Un recupero salariale da 1.000 euro, in forma una tantum, è una delle richieste che la Fiom-Cgil intende sottoporre ai lavoratori del gruppo Stellantis e di altre aziende del comparto. La proposta nasce in un settore segnato dalla riduzione dei volumi e dalle difficoltà legate al passaggio alle nuove tecnologie.

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Salari e contratto sotto esame

Il sindacato sta elaborando piattaforme rivendicative destinate ai dipendenti di Stellantis, Iveco, Cnh e Ferrari. L’obiettivo è adeguare le retribuzioni all’aumento del costo della vita e compensare, con il pagamento straordinario di 1.000 euro, le perdite accumulate negli ultimi due anni.

Le richieste riguardano anche le regole e l’organizzazione del lavoro. La Fiom propone di superare l’attuale sistema contrattuale Ccsl e di costruire un modello di relazioni più adatto alle trasformazioni che stanno interessando l’industria automobilistica. L’impostazione è stata illustrata da Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil, e da Ciro D’Alessio, coordinatore nazionale per il settore automobilistico.


Mirafiori, Cassino e Termoli al centro

Nel frattempo, a Roma è in corso il confronto tra Stellantis e le organizzazioni sindacali dei metalmeccanici. Per l’azienda partecipa Giuseppe Manca, responsabile delle Risorse Umane e delle relazioni industriali, mentre il fronte sindacale è rappresentato dai responsabili del settore automobilistico di Fim, Fiom e Uilm: Stefano Boschini, Samuele Lodi e Gianluca Ficco.

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Al tavolo siedono anche i segretari di Fismic e Uglm, insieme ai rappresentanti delle Associazioni Quadri Fiat. Tra i dossier affrontati figurano il possibile ritorno della cassa integrazione a Mirafiori e le prospettive produttive degli impianti di Cassino e Termoli, due siti per i quali resta aperto il tema del futuro industriale.


Il voto finale negli stabilimenti

La Fiom prevede di portare le proprie proposte nelle assemblee dei diversi stabilimenti. In quella sede i lavoratori potranno discutere i contenuti delle piattaforme e successivamente esprimersi attraverso una votazione.

Il percorso sindacale si inserisce in una fase di forte incertezza per l’automobile in Italia, tra la debolezza della produzione e la necessità di accompagnare la transizione tecnologica senza scaricarne i costi sui dipendenti.

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