Smr, la svolta è lontana: quando arriveranno davvero i risparmi
Il ritorno del nucleare di piccola taglia potrebbe incidere sulle bollette solo più avanti di quanto si immagini, anche se i primi impianti fossero pronti entro il 2033-34.
L’idea di vedere effetti in bolletta nel breve periodo è destinata a scontrarsi con i tempi reali del nucleare di nuova generazione. Per famiglie e imprese, infatti, un possibile beneficio non si materializzerebbe subito, ma solo nella parte finale del prossimo decennio.
Il nodo dei tempi
A riportare il discorso sui binari della prudenza sono le stesse stime del governo: i primi reattori potrebbero entrare in Italia tra il 2033 e il 2034. Ma anche in quello scenario, l’eventuale alleggerimento dei costi energetici non arriverebbe nell’immediato.
Questo significa che chi si aspetta effetti rapidi dovrà attendere ancora a lungo. L’orizzonte indicato per un risparmio concreto, sia per le aziende sia per i nuclei familiari, è infatti la seconda metà del prossimo decennio.
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Perché gli sconti richiedono pazienza
Gli Smr, i piccoli reattori modulari al centro della legge Pichetto, vengono presentati come una delle strade per cambiare il quadro energetico italiano. Però tra la cornice normativa, la costruzione degli impianti e l’avvio della produzione passa molto tempo.
E proprio questa distanza temporale spiega perché il tema degli sconti in bolletta resti per ora più una prospettiva che un risultato immediato. Anche con un calendario favorevole, il vantaggio economico per utenti e imprese si vedrebbe solo più avanti, non nel giro di pochi anni.
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