Scaffali a rischio nel Sud: i Tir fermi bloccano la filiera
La protesta contro il caro carburanti rallenta autostrade e porti, mentre agricoltori e supermercati segnalano difficoltà per consegne e rifornimenti.
La mobilitazione degli autotrasportatori sta già producendo effetti lungo le catene di approvvigionamento meridionali. Tra autostrade rallentate, presidi agli ingressi delle città e camion immobilizzati, le aziende agricole faticano a far partire la merce e i negozi iniziano a registrare problemi nelle forniture.
Il rischio più immediato riguarda gli alimenti deperibili, rimasti nei magazzini o dentro celle frigorifere senza poter raggiungere le piattaforme della grande distribuzione. Sullo sfondo resta il confronto annunciato per domani a Milano con Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Rowenta
-20% sulle aspirapolveri da Rowenta
Ortofrutta ferma, la filiera scricchiola
In Puglia Coldiretti segnala consegne saltate o ridotte e difficoltà nelle strutture che riforniscono i supermercati. Ortaggi, funghi e fiori restano nelle aziende, mentre alcuni automezzi già caricati non riescono a mettersi in viaggio: se il blocco proseguirà, una parte dei prodotti potrebbe diventare invendibile.
La crisi coinvolge l’intero percorso, dal campo al punto vendita. Secondo l’organizzazione agricola, circa l’85% delle merci destinate agli scaffali viene trasferito su gomma, una dipendenza che rende particolarmente esposto il sistema quando i collegamenti stradali si interrompono.
A Termoli, in Molise, le segnalazioni raccolte indicano difficoltà soprattutto nei reparti di frutta, verdura e prodotti da forno, con ripercussioni anche su altre categorie alimentari. A Campobasso, intanto, camion e trattori hanno raggiunto corso Bucci: autotrasportatori e agricoltori protestano contro il prezzo del carburante e l’aumento del costo della vita, mentre le forze dell’ordine presidiano la zona.
Campania, code e varchi congestionati
La situazione è tesa anche sui principali assi campani. Al porto di Napoli alcuni Tir hanno ostruito il varco Bausan, nei pressi dell’accesso all’A1, causando rallentamenti; durante la notte è stata inoltre disposta la chiusura temporanea del collegamento tra l’A1 Milano-Napoli e l’A30 Caserta-Salerno per i veicoli provenienti da Napoli.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Le rilevazioni del mattino indicavano due chilometri di coda tra Villa Literno-Pomigliano e la barriera di Napoli Nord, oltre ad altri due chilometri tra la barriera e Caserta Nord in direzione Roma. Sull’A30 si sono formati tre chilometri di rallentamento tra Maddaloni e l’innesto con l’A1, verso Caserta.
Disagi sono stati segnalati anche nelle aree di Palma Campania, Sarno e Nocera-Pagani. L’agitazione era cominciata attorno alla mezzanotte nella zona di Caianello e ha richiesto l’intervento della Polizia stradale e degli operatori di Autostrade per l’Italia.
Presidi dal Sud e nodo dei rifornimenti
In Puglia, 35 camion si stanno dirigendo verso Bari per sollecitare un incontro con la Regione. Presidi e nuove iniziative interessano inoltre la Calabria e la Basilicata, con blocchi sulle strade statali e agli accessi dei centri urbani.
In Sicilia è stata prevista un’apertura per il trasporto dell’ortofrutta, ma nei porti resta il fermo delle altre merci. Tra le preoccupazioni figura anche la disponibilità di carburante per gli autobus, mentre il settore attende il tavolo istituzionale con Salvini per verificare possibili soluzioni alla protesta.
Continua a leggere
Scaffali vuoti in Campania: il caso dei blocchi ai magazzini
La protesta degli autotrasportatori contro il costo del carburante rallenta le forniture e alimenta l’allarme tra Caserta, Napoli e le altre province campane.
Scaffali e trasporti sotto pressione: dove può colpire il caro-gasolio
I blocchi e i presidi degli autotrasportatori coinvolgono porti, autostrade e aziende, mentre il Codacons teme carenze alimentari e aumenti ingiustificati.
Bangkok, l’allarme del Fmi: il debito può diventare il rischio più serio
Dagli incontri thailandesi affiora una crescente inquietudine sulle prospettive globali, alimentata dall’indebitamento dei Paesi ricchi e dalle tensioni tra Washington e Pechino.
Gas, nuovo scatto ad Amsterdam: prezzo ai massimi da oltre un anno
Il riferimento per novembre sale del 2% a 89,3 euro al MWh dopo l’incidente nello stretto di Hormuz, mentre dalla Norvegia arrivano rassicurazioni sulle forniture.