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Economia 2 min di lettura29 set

Rifiuti navali, la svolta di Itelyum: arriva Eco-Trieste

La nuova unità ibrida da 24 metri lavorerà tra Trieste e Monfalcone, con una capacità di 60 tonnellate e sistemi pensati per ridurre consumi ed emissioni.

Per Marco Codognola, amministratore delegato di Itelyum, la gestione ambientale dei porti deve accompagnare l’evoluzione della logistica marittima. «Vogliamo contribuire al sistema con soluzioni integrate e tecnologicamente avanzate», ha spiegato, indicando negli investimenti per la sostenibilità uno degli impegni del gruppo, soprattutto a sostegno dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico orientale.


Più raccolta in una sola uscita

Eco-Trieste è stata progettata per completare il servizio in un’unica sessione, includendo anche le aree di rada. La sua stiva consente inoltre di separare direttamente in mare diverse tipologie di rifiuti, favorendo una raccolta differenziata più articolata.

L’imbarcazione può trasportare fino a 60 tonnellate di materiali, distribuiti in quattro comparti per un volume complessivo di 120 metri cubi. Secondo i dati forniti da Itelyum, si tratta di una capacità circa tre volte maggiore rispetto a quella normalmente disponibile sulle unità analoghe.


Una propulsione pensata per ridurre consumi

Durante gli spostamenti all’interno dei porti e nelle manovre, la nave può utilizzare la modalità elettrica. Per le attività che richiedono maggiore potenza entra invece in funzione il sistema termico o ibrido, con motori alimentabili anche con combustibile vegetale HVO.

La tecnologia installata recupera parte dell’energia generata dai motori e la impiega per ricaricare le batterie. La combinazione tra autonomia operativa, riduzione dei consumi e gestione separata dei materiali è stata concepita anche per aumentare la sicurezza dell’equipaggio e mantenere l’operatività in condizioni meteorologiche diverse.

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Trieste e Monfalcone nel nuovo percorso

Il varo si è svolto a Trieste, dove Eco-Trieste è stata presentata come la più grande unità italiana ibrida destinata a questo tipo di attività. Con una lunghezza di 24 metri, una larghezza di 8 metri e una stazza di 58 tonnellate, è anche la prima imbarcazione con queste caratteristiche a entrare in servizio nell’Adriatico.

L’unità appartiene a Itelyum sea Fvg e sarà impiegata per il ritiro, il trasferimento e il trasporto dei rifiuti prodotti dalle navi nelle rade e negli scali portuali. L’avvio delle operazioni è previsto a breve, nell’ambito della concessione rilasciata dall’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico orientale, con attività nei porti di Trieste e Monfalcone.

Marco Consalvo, presidente dell’Autorità portuale, ha collegato l’arrivo della nave al rafforzamento dei servizi ambientali dello scalo. A suo giudizio, dopo l’attivazione a Trieste del primo impianto mobile italiano per il trattamento delle acque di zavorra, Eco-Trieste rappresenta un ulteriore strumento per trasformare gli obiettivi ambientali in interventi concreti e rendere più efficienti le attività portuali.

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