Rientro in Italia rinviato: il nodo della quota Delfin per Del Vecchio
La decisione del giudice lussemburghese sposta a fine marzo l’esame della prelazione sulla partecipazione che l’imprenditore vuole trasferire.
Il ritorno in Italia di Leonardo Maria Del Vecchio dovrà attendere ancora. L’imprenditore sostiene infatti che il trasferimento di una quota di Delfin verso una società personale sia stato fermato e lega il rinvio alla procedura sulla prelazione avviata in Lussemburgo.
Il trasferimento resta ancora fermo
«Mi hanno bloccato il trasferimento in Italia sostenendo che le banche potrebbero entrare in Delfin», ha scritto Del Vecchio in un messaggio pubblicato su X. Secondo la sua ricostruzione, mentre gli istituti di credito avrebbero già spostato partecipazioni e risorse finanziarie oltreconfine, lui avrebbe cercato di riportare capitali nel Paese per investirli e avviare attività imprenditoriali.
Nel commento, l’imprenditore ha anche confrontato i due Paesi sul piano economico. A suo giudizio, il Lussemburgo non avrebbe particolari vantaggi rispetto all’Italia, fatta eccezione per il trattamento fiscale.
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La decisione attesa a fine marzo
Il messaggio è arrivato dopo il pronunciamento del giudice del Lussemburgo, che ha rinviato alla fine di marzo l’esame della prelazione relativa alla partecipazione di Delfin. La quota dovrebbe essere trasferita a una società riconducibile personalmente a Del Vecchio.
L’operazione riguarda anche altri fratelli dell’imprenditore, interessati allo stesso passaggio societario. Per questo, la sospensione della procedura allunga i tempi del rientro annunciato: «Ancora 6 mesi per tornare in patria», ha concluso Del Vecchio.
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