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Economia 2 min di lettura2 ore fa

Prezzi in salita: una famiglia con due figli paga 1.415 euro in più

Il conto più pesante potrebbe ricadere sulle famiglie il cui reddito arriva da un imprenditore o da un libero professionista: a parità di consumi, la maggiore spesa prevista per il 2026 raggiunge 1.616 euro.

Il conto più pesante potrebbe ricadere sulle famiglie il cui reddito arriva da un imprenditore o da un libero professionista: a parità di consumi, la maggiore spesa prevista per il 2026 raggiunge 1.616 euro. La stima considera il livello attuale di prezzi e tariffe e l’inflazione acquisita calcolata dall’Istat per l’intero anno.


Il reddito cambia l’impatto

Secondo il Codacons, la condizione lavorativa del principale percettore di reddito incide in modo significativo sull’aumento complessivo delle uscite. Per un disoccupato l’aggravio annuale viene stimato in 701 euro, mentre per una famiglia sostenuta soprattutto dallo stipendio di un operaio la cifra sale a 936 euro.

Il divario aumenta nelle categorie professionali con redditi mediamente più elevati. Per un quadro o un dirigente la spesa aggiuntiva arriverebbe a 1.259 euro, fino ai 1.616 euro attribuiti a imprenditori e liberi professionisti.


Due figli, oltre mille euro in più

Anche la struttura della famiglia modifica il valore finale. Un pensionato che vive solo dovrebbe affrontare 667 euro di spese aggiuntive rispetto al 2025; per un giovane sotto i 35 anni che vive da solo l’incremento previsto è invece di 704 euro.

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Una coppia senza figli potrebbe sostenere 1.167 euro in più nell’arco dell’anno. La cifra stimata per un nucleo con un solo genitore è di 976 euro, mentre sale a 1.281 euro per una coppia con un figlio e arriva a 1.415 euro quando i figli a carico sono due.


La base della stima annuale

Il calcolo prende in esame l’intera spesa destinata ai consumi nell’arco di dodici mesi, distinguendo le diverse tipologie di nuclei familiari. L’ipotesi è che i prezzi restino sui livelli raggiunti al momento della rilevazione, senza ulteriori variazioni nel corso del 2026.

L’analisi attribuisce questi rincari agli effetti prodotti dal conflitto in Iran su prezzi e tariffe. Le somme indicate rappresentano quindi la maggiore uscita stimata rispetto all’anno precedente, mantenendo invariati i comportamenti di consumo delle famiglie.

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