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Economia 1 min di lettura1 ora fa

Plenitude cambia volto: Eni e Ares mettono sul piatto 1,56 miliardi

Il nuovo assetto assegna a Eni il 65,03% della società, mentre Ares sale al 26,24% dopo l’aumento di capitale.

Per Francesco Gattei, Chief Transition & Financial Officer di Eni, il nuovo assetto di Plenitude segna una tappa rilevante nella crescita della società. «La riorganizzazione dell'assetto azionario di Plenitude rappresenta un traguardo significativo nel percorso di sviluppo della società e una concreta dimostrazione dell'efficacia del modello satellitare di Eni», ha affermato.


Un consiglio con equilibri rinnovati

La governance della società passa ora da un consiglio di amministrazione composto da nove persone. Eni esprimerà cinque consiglieri, compreso l'amministratore delegato, mentre Ares ne indicherà tre, tra cui il presidente; a Energy Infrastructure Partners spetterà invece una nomina.

L’assetto degli organi societari riflette quindi la nuova distribuzione delle partecipazioni tra i tre soci. Il riordino, secondo Gattei, dovrebbe sostenere le prossime iniziative di sviluppo di Plenitude.


L’aumento di capitale ridisegna le quote

La modifica della struttura proprietaria è stata accompagnata da un aumento di capitale non proporzionale del valore complessivo di 1,56 miliardi di euro. Ares Management Alternative Credit funds ha versato 1,08 miliardi, mentre Eni ha contribuito con 0,48 miliardi di euro.

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Al termine dell’operazione, il valore del capitale economico di Plenitude prima dell’ingresso delle nuove risorse è stato fissato a 10,75 miliardi di euro. Considerando anche l’indebitamento, il valore complessivo dell’impresa raggiunge circa 13,1 miliardi di euro.


La nuova ripartizione societaria

Con il perfezionamento del riassetto, Eni conserva la quota di maggioranza con il 65,03% del capitale. Ares detiene il 26,24%, mentre Energy Infrastructure Partners mantiene l’8,73%.

La società energetica ha spiegato che la ricapitalizzazione e la revisione delle partecipazioni offrono a Plenitude ulteriori margini per perseguire i propri obiettivi di espansione. L’operazione è stata conclusa da Eni insieme ad Ares Management Alternative Credit funds ed Energy Infrastructure Partners, già presenti nella compagine azionaria.

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