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Economia 1 min di lettura52 min fa

Tecnologia in rally, petrolio in calo: Asia e bond respirano

I conti di Micron riaccendono l’interesse per i titoli legati all’intelligenza artificiale, mentre la discesa del greggio frena le vendite sui titoli di Stato.

I risultati di Micron hanno riacceso la fiducia degli investitori nel settore tecnologico e dato slancio ai mercati asiatici. La contemporanea discesa del petrolio ha inoltre attenuato, almeno temporaneamente, la pressione sui titoli obbligazionari, dopo le recenti vendite.


Tokyo guida il rimbalzo tecnologico

A Tokyo l’indice principale ha guadagnato il 3,3%, sostenuto dalle aspettative positive sull’industria dei semiconduttori e sull’intelligenza artificiale. Seul ha chiuso con un progresso dell’1,9%, mentre Sydney ha seguito una direzione opposta, arretrando del 2%.

Le piazze cinesi sono rimaste ferme per una giornata festiva. Il clima favorevole al comparto tecnologico si è trasferito anche sulle contrattazioni future negli Stati Uniti: i contratti sul Nasdaq salgono dell’1,4%, quelli sull’S&P 500 dello 0,6%. In Europa, invece, i future sullo Stoxx 50 indicano un’apertura in calo dello 0,4%.


Il greggio allenta la pressione sui bond

Il ribasso del petrolio ha contribuito a interrompere la fase di vendite sui titoli di Stato. Il Brent cede lo 0,6% e scende a 97,44 dollari al barile, mentre il Wti perde lo 0,9%, attestandosi a 89,58 dollari.

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I titoli del Tesoro statunitense a dieci anni si muovono poco, con il rendimento al 5,28%, vicino ai livelli massimi raggiunti nella seduta precedente. Il rendimento dei titoli trentennali resta invece al 5,62%, sui valori più elevati dal 2002.


Attesa per dati e Banca centrale

L’attenzione degli operatori si sposta ora sui dati macroeconomici in calendario negli Stati Uniti. In particolare, sono attese le nuove richieste di sussidio di disoccupazione, indicatore seguito per valutare la tenuta del mercato del lavoro.

Nel pomeriggio è previsto anche l’intervento di Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea. La sua partecipazione all’European Systemic Risk di Francoforte potrebbe offrire indicazioni utili sulla valutazione dei rischi per la stabilità finanziaria.

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