Piccole banche, Manovra: esenzione Ires solo sotto 6,7 milioni
Gli istituti valutano l’impatto anche della deducibilità Irap e attendono possibili modifiche durante l’esame parlamentare.
Le piccole banche stanno valutando gli effetti fiscali della Manovra, dopo che il governo ha fissato a 6,7 milioni di euro la soglia per evitare l’aumento dell’Ires.
Secondo diversi esponenti del comparto, il limite riguarda soltanto gli istituti di dimensioni minime e lascia esposte molte realtà di credito di taglia più consistente.
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La soglia per l’esenzione
La legge di bilancio prevede un incremento di tre punti dell’Ires per gli istituti che superano il livello stabilito. La misura rappresenta uno dei principali interventi individuati dall’esecutivo per ottenere risorse dal settore bancario.
«La soglia è molto bassa», osservano fonti e responsabili di alcune banche di piccole dimensioni. A loro giudizio, l’esclusione dall’aumento finisce per interessare soltanto le strutture più minute.
Anche numerose Bcc, pur appartenendo al mondo degli istituti locali, presentano infatti valori superiori ai 6,7 milioni di euro. Il dato viene collegato alla situazione complessivamente positiva del credito cooperativo.
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Il nodo della deducibilità Irap
Sul conto finale della Manovra pesa anche la riduzione delle deduzioni applicabili ai fini Irap. Per gli istituti coinvolti, questo secondo elemento può aumentare ulteriormente il carico fiscale complessivo.
Dopo la pubblicazione del testo certificato, nelle banche interessate sono iniziati i calcoli per stimare l’impatto delle disposizioni. Le valutazioni riguardano soprattutto le realtà che non rientrano nell’esenzione prevista dal governo.
Attesa per l’esame parlamentare
Gli operatori attendono ora il percorso della legge in Parlamento. Tra gli istituti prevale l’auspicio che possano essere introdotti correttivi aggiuntivi rispetto all’impostazione attuale.
Le banche stanno quindi verificando gli effetti combinati dell’aumento dell’Ires e delle nuove regole sulla deducibilità Irap, in attesa di eventuali modifiche durante l’iter parlamentare.
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