Piazza Affari torna a 50mila: i due test che guardano i mercati
I listini del Vecchio Continente recuperano terreno, mentre petrolio, inflazione statunitense e vendite al dettaglio alimentano l’attesa degli investitori.
La settimana si apre con un nuovo passo avanti per le Borse europee, ancora impegnate a recuperare il terreno perso nelle turbolenze dei giorni scorsi. A Milano il FTSE MIB supera nuovamente quota 50mila punti, mentre l’attenzione degli operatori si concentra sui prossimi dati macroeconomici dagli Stati Uniti e sull’evoluzione dei prezzi energetici.
Milano guarda a banche e trimestrali
Piazza Affari segue con particolare interesse il comparto bancario, anche in vista del consiglio di amministrazione straordinario di Banca Monte Paschi Siena. Al centro della riunione ci saranno le possibili iniziative successive al rilancio dell’offerta pubblica di acquisto e scambio presentata da Intesa Sanpaolo.
In evidenza anche Inwit, sostenuta dalle indiscrezioni su una possibile uscita dal listino valutata dagli azionisti di riferimento Ardian e Oak. L’ipotesi comprenderebbe un’offerta sulle partecipazioni ancora presenti sul mercato. Sul fronte opposto, alcuni investitori incassano i guadagni sui titoli tecnologici: Technoprobe e STMicroelectronics risultano tra i titoli più deboli.
Inflazione Usa sotto osservazione
Il dato più atteso arriverà mercoledì, quando sarà pubblicata l’inflazione statunitense di settembre. Le stime indicano una crescita annua del 3,6%, rispetto al 3,4% precedente, anche per effetto della componente energetica: il numero potrebbe offrire indicazioni sulle prossime decisioni della Federal Reserve.
Nel corso della settimana inizierà inoltre la stagione dei risultati societari, con i bilanci delle principali banche americane e, successivamente, quelli del gruppo tecnologico europeo Asml. Gli operatori guarderanno anche alle vendite al dettaglio negli Stati Uniti, altro indicatore utile per valutare la solidità dei consumi.
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Petrolio instabile, euro debole
Il greggio arretra dopo aver superato nella notte i 105 dollari al barile. Il Brent si muove intorno a 104 dollari, in calo dello 0,6%, mentre il Wti scende dell’1,2% restando sopra quota 90 dollari. La volatilità riflette i dubbi sulla continuità dei flussi dal Medio Oriente dopo l’attacco di domenica all’aeroporto di Riad.
A pesare sul quadro contribuiscono anche l’annuncio di Donald Trump sulle importazioni di diesel russo e le sue dichiarazioni relative all’avvio di una tregua energetica tra Russia e Ucraina, circostanza che le parti coinvolte hanno tuttavia smentito. L’euro resta intorno a 1,12 dollari e poco sopra 177 yen; il dollaro oscilla invece vicino a 158 yen. L’oro arretra leggermente a 4.183 dollari l’oncia, mentre il Bitcoin sale con cautela a 83.678 dollari.
BTp più forti, Asia divisa
Sul mercato obbligazionario il differenziale tra BTp decennali e Bund tedeschi scende a 109 punti, contro i 110 della chiusura di venerdì. Il rendimento del titolo italiano di riferimento cala al 4,55%, dal 4,58% registrato a fine della seduta precedente.
In Europa resta da seguire anche l’esame della legge di bilancio francese all’Assemblea nazionale, previsto da martedì. L’assenza di una maggioranza stabile mantiene elevato il livello di incertezza. In Asia, con Tokyo ferma per festività, il Kospi perde il 3,1% a 6.416,17 punti; Hong Kong sale dello 0,2% a 24.253,70, mentre Shanghai arretra dello 0,1% a 3.809,08. Positiva Sydney, con l’S&P/ASX 200 in rialzo dello 0,9% a 8.790,70; Taiwan cede lo 0,2% e l’India guadagna lo 0,1%.
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