Piazza Affari resiste, Stellantis crolla: chi sale e chi perde
Il listino milanese termina in rialzo mentre energia e alcuni bancari sostengono gli scambi; sotto pressione auto, tecnologia e lusso
Leonardo ha guadagnato lo 0,3% e Avio ha chiuso con un progresso dell’1,8%, mentre Fincantieri ha lasciato sul terreno lo 0,3%. Nel comparto della difesa la seduta si è quindi conclusa con andamenti divergenti.
Anche tra telecomunicazioni e servizi finanziari non è emersa una direzione uniforme. Tim ha ceduto lo 0,4%, mentre Poste ha segnato un lieve aumento dello 0,1%; tra le banche, Bper e Fineco sono arretrate dello 0,7%, al contrario di Banco Bpm, salito dell’1%.
GioiaPura
-15% su tutto da GioiaPura
Banche divise tra rialzi e ribassi
Intesa ha terminato la giornata a +0,4%, Unicredit a +0,5% e Mps a +0,8%. Il comparto creditizio ha dunque alternato acquisti e vendite, senza un andamento comune per tutti i titoli.
A sostenere il tono complessivo del listino sono stati soprattutto alcuni grandi nomi dell’energia. Eni ha messo a segno un balzo del 5,8% dopo la pubblicazione dei risultati finanziari, mentre Tenaris e Saipem hanno rispettivamente guadagnato il 4,5% e il 4,1%.
Milano sfida i listini europei
Il Ftse Mib ha chiuso con un incremento dello 0,36%, distinguendosi in positivo rispetto agli altri principali mercati azionari del continente. Sul fronte dei titoli di Stato, il differenziale tra Btp e Bund si è portato a 122 punti.
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Nella stessa seduta, il rendimento del decennale italiano è sceso al 4,56%. Il movimento sui bond ha accompagnato una giornata caratterizzata da una maggiore forza del listino milanese rispetto al resto dell’Europa.
Stellantis e lusso sotto pressione
La performance peggiore è stata quella di Stellantis, precipitata del 6,3%. Vendite consistenti hanno colpito anche Technoprobe, in calo del 4,1%, Stm, che ha perso l’1,2%, e Prysmian, arretrata dell’1%.
Sul comparto tecnologico hanno pesato le preoccupazioni legate alla capacità degli investimenti nell’intelligenza artificiale di mantenere i ritmi attuali. Debole anche il lusso: Moncler ha perso il 3,2% e Cucinelli il 2%, in sintonia con la tendenza negativa del settore europeo dopo i bilanci delle maggiori aziende.
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