Piazza Affari, il tonfo non risparmia Prysmian: -2,54%
Tecnologia, banche ed energia sotto pressione; il differenziale tra titoli italiani e tedeschi sale a 124 punti, mentre il lusso va controcorrente.
Piazza Affari archivia una seduta difficile, con l’indice principale in calo del 2,54%, in sintonia con la debolezza mostrata dai mercati azionari europei. A pesare sono state soprattutto le vendite sui comparti tecnologico, bancario ed energetico, mentre alcuni titoli del lusso hanno contenuto le perdite del listino.
Rowenta
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Tecnologia ed energia sotto pressione
Il comparto tecnologico ha registrato alcune delle flessioni più marcate. Technoprobe e Prysmian hanno lasciato sul terreno il 7,6%, mentre Stm ha terminato gli scambi con una diminuzione del 4,9%.
La pressione ha coinvolto anche il settore dell’energia: Saipem ha ceduto il 6% e Tenaris il 5%. Più contenuta la discesa di Eni, arretrata dell’1%. Tra i titoli industriali, Stellantis ha perso lo 0,5% e Iveco lo 0,2%.
Banche in rosso, lusso in controtendenza
Le banche hanno seguito l’intonazione negativa del mercato. Unicredit ha accusato un ribasso del 4,7%, Mps del 4,3%, Banco Bpm del 4,2%, Intesa del 3,8% e Bper del 3,3%. In calo anche le assicurazioni, con Unipol a -2,7% e Generali a -1,4%.
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In controtendenza si sono mosse Moncler, salita del 2,6% dopo la diffusione dei risultati, e Cucinelli, in progresso dell’1,5%. Acquisti anche su Campari e Inwit, entrambe in rialzo del 2,4%, mentre Amplifon ha guadagnato lo 0,9%.
Sul fronte del debito, il differenziale tra Btp e Bund tedeschi è aumentato fino a 124 punti. Il rendimento del titolo di Stato italiano a dieci anni è invece rimasto stabile al 4,57%.
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