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Economia 1 min di lettura2 ore fa

Piano clima, 6,3 milioni per l’unità del ministero

La struttura resterà operativa fino al 2033 e userà ReGiS per verificare obiettivi, pagamenti e possibili revoche.

Il Piano sociale per il clima avrà una struttura dedicata al ministero dell’Ambiente e risorse per circa 6,3 milioni di euro fino al 2033. La manovra introduce controlli e procedure ispirati al modello del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

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Revoche legate ai risultati

I soggetti incaricati degli interventi dovranno rispettare il calendario previsto, i traguardi e gli obiettivi fissati dal Piano. Le informazioni sull’avanzamento dei progetti dovranno essere caricate sulla piattaforma ReGiS, già impiegata per il monitoraggio del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

In presenza di ritardi, violazioni o impiego non regolare dei fondi, il ministero dell’Ambiente potrà ridurre o annullare il finanziamento, anche solo in parte. La norma consente inoltre di recuperare le somme versate senza titolo.


La struttura al ministero

L’articolo 84 della manovra prevede la nascita di un’Unità di missione con compiti di coordinamento, verifica e controllo sull’attuazione del Piano. L’organismo resterà in funzione fino alla conclusione delle attività e comunque non oltre il 31 dicembre 2033.

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Nella struttura entreranno un dirigente generale e tre dirigenti di seconda fascia. I relativi incarichi potranno essere assegnati anche derogando ai limiti percentuali ordinariamente stabiliti per il pubblico impiego. Per il personale non dirigenziale non sono previste nuove assunzioni: gli addetti saranno scelti tra i dipendenti già in servizio.


Costi e controlli sui fondi

Il funzionamento dell’Unità di missione richiederà circa 861mila euro nel 2027. Dal 2028 al 2033 sono invece previsti 912mila euro ogni anno, per una spesa complessiva di circa 6,3 milioni di euro.

L’Unità valuterà il raggiungimento dei risultati, mentre l’Ispettorato generale per il Piano nazionale di ripresa e resilienza della Ragioneria dello Stato curerà l’invio alla Commissione europea delle richieste periodiche di pagamento. Per adeguare ReGiS ai nuovi compiti, la Ragioneria potrà ricorrere all’assistenza tecnica di Sogei.

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