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Economia 1 min di lettura1 ora fa

Petrolio in rialzo, Pil italiano a rischio: crescita azzerata nel 2026

Bankitalia lascia all’1% l’aumento previsto per il prossimo anno, ma segnala un possibile peggioramento fino al -0,3% nel biennio successivo

L’ipotesi di un nuovo forte aumento del prezzo del greggio cambia radicalmente il quadro della crescita italiana. In uno scenario caratterizzato da rincari molto elevati delle materie prime e da una maggiore inflazione, l’espansione del Pil potrebbe arrestarsi nel 2026 e diventare negativa nel biennio seguente.

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Lo scenario di base resta positivo

Le nuove proiezioni macroeconomiche della Banca d’Italia confermano le stime già illustrate nei giorni scorsi in Parlamento, aggiornate al rialzo rispetto alle valutazioni di giugno. Per il 2026 l’istituto prevede un incremento del Pil dell’1%.

La variazione scende allo 0,9% quando il calcolo viene corretto sulla base dell’andamento trimestrale destagionalizzato e del diverso numero di giornate lavorative. Per il 2027 la crescita indicata è dello 0,7%, mentre nel 2028 raggiungerebbe lo 0,8%.

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Il rischio di due anni in rosso

Il quadro cambierebbe in presenza di una nuova fiammata delle quotazioni energetiche. Secondo Bankitalia, l’aumento dei costi delle materie prime, accompagnato da pressioni inflazionistiche più intense, potrebbe ridurre a zero la crescita prevista per il 2026.

Nel biennio 2027-2028, lo stesso scenario avverso porterebbe invece il Pil a una contrazione dello 0,3% in ciascun anno. Si tratta quindi di un avvertimento legato soprattutto all’incertezza sulle materie prime, mentre le stime centrali dell’istituto mantengono ancora il segno positivo per tutto il triennio 2026-28.

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