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Economia 1 min di lettura9 ore fa

Petrolio a 103 dollari, l’Europa arretra: Piazza Affari sotto pressione

Seduta negativa per i principali mercati del continente, mentre rendimenti dei titoli di Stato, energia e timori sull’inflazione tornano a pesare sugli investitori.

A Piazza Affari spiccano soprattutto i ribassi di Generali, in calo del 2,11%, Banco Bpm (-1,66%), Intesa Sanpaolo (-1,35%) e Mps (-1,11%). In controtendenza Technoprobe, che guadagna il 4%, e Campari, in rialzo del 2,16%.

Fuori dal paniere principale, Orange Media registra un debutto brillante con un balzo del 25%. La Juventus, invece, lascia sul terreno l’8,3% dopo l’annuncio di un aumento di capitale.


Piazza Affari divisa tra rialzi e cadute

La debolezza coinvolge dunque alcuni dei principali titoli finanziari, mentre gli acquisti premiano comparti e società differenti. L’andamento della Borsa milanese resta in linea con il tono negativo prevalente sui listini europei.

A livello settoriale, il comparto minerario e quello della distribuzione commerciale mostrano una maggiore tenuta. I titoli dei media risultano invece tra i più penalizzati della seduta.


Energia e rendimenti al centro

Il petrolio torna a esercitare pressione sui mercati: il Brent sale dello 0,84% e raggiunge quota 103 dollari. Anche il gas naturale aumenta del 2,6%, arrivando a 71,27 euro.

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Nel frattempo, il differenziale tra i titoli di Stato italiani e tedeschi supera i 100 punti. Il rendimento del decennale italiano si porta al 4,56%, mentre quello tedesco si attesta al 3,56%, alimentando la cautela degli operatori.


Europa in rosso nonostante Wall Street

L’avvio positivo dei mercati statunitensi non basta a invertire la rotta delle Borse del continente. Gli investitori guardano con preoccupazione alla combinazione tra il rincaro dell’energia e l’aumento dei rendimenti obbligazionari, due fattori che possono riaccendere le aspettative di inflazione.

Il dato sulla crescita del prodotto interno lordo degli Stati Uniti non riesce così a sostenere gli indici europei. Milano termina con una flessione dello 0,78%, Parigi arretra dello 0,77%, Francoforte dello 0,59% e Londra dello 0,23%.

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